Chi progetta le case degli italiani? I geometri si confermano progettisti principi

“5 milioni di case sono progettate dai geometri, 1,3 milioni dagli ingegneri e solo 900 mila qvedono la firma di un architetto sul progetto”

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5 milioni di case tirate su in  regime di autocostruzione, 5 milioni quelle progettate dai geometri, poco più di un milione quelle progettate da un ingegnere e appena 900mila quelle che vedono la firma di un architetto come progettista.

Quando vi sentirete domandare: “ma chi progetta le case degli italiani?” Sappiate che la risposta esatta, fatti i doverosi distinguo, è: I GEOMETRI.

La risposta può essere dedotta dalla lettura dell’analisi Cresme/Consiglio Nazionale degli ArchitettiChi progetta le case degli italiani? presentata a Padova nel corso della Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Se analizza il campione totale preso in considerazione dal Cresme notiamo che la figura dell’architetto vede crescere di importanza se parliamo (ovviamente) di progettazione architettonica. Cresce anche l’area di interesse degli ingegneri per quanto riguarda i settore della progettazione di impianti e di strutture. Il Geometra comunque fa la voce grossa all’interno della macro area della progettazione generale.

La ricerca del Cresme però, oltre a presentare l’andamento all’interno del mercato professionale delle progettazioni esamina anche il panorama italiano del costruito.

Carte alla mano in Italia sono presenti circa 15 milioni di edifici cosi suddivisi:

  • 11,9 milioni di edifici residenziali, destinati all’abitare o a un mix di attività residenziali ed economiche;
  • 1,6 milioni di edifici destinati allo svolgimento di attività non residenziali, primarie, secondarie o terziarie;
  • 1,5 milioni di edifici NON sono utilizzati.

“È per favorire l’architettura di qualità – afferma Giuseppe Cappochin, Presidente architetti italiani – che come CNAPPC stiamo tentando di seguire la strada della promozione del concorso di progettazione. Per noi, il concorso di progettazione dovrebbe essere strutturato su due fasi: una prima fase aperta e una seconda fase dove invece accedono dopo selezione solo cinque/ sei progettisti. Solo cosi, forse, riusciremo a garantire un progressivo ritorno alla progettazione di qualità.”

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.