Il bando nazionale per la rigenerazione urbana delle periferie deve valorizzare i progetti di qualità

Soddisfazione del CNAPPC per le linee guida del bando nazionale per la rigenerazione urbana sostenibile: stop al consumo di suolo

Corso Riuso Urbano

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“Siamo soddisfatti che finalmente il Governo cominci a comprendere che le politiche propugnate dal bando nazionale per la riqualificazione urbana sostenibile legate alle azioni per porre fine al consumo di suolo, che gli architetti italiani sollecitano da tempo, non si limitino ad essere interventi di tutela ambientale finalizzati a migliore la qualità e la bellezza dell’habitat, ma possono anche rappresentare strumenti per favorire, in termini economici, la ripresa. Così come rigenerare gli edifici da un punto di vista energetico non è  solo un obbligo comunitario, ma significa, invece, porre in atto una politica economica intelligente, che aumenta il PIL, contiene i consumi energetici, senza bisogno di grandi investimenti pubblici”.

Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, intervenendo all’ incontro  “Gli alberi nel cielo e lo sviluppo delle città. Dialogo con Stefano Boeri”.

 “Ci auguriamo, allora,  che si colga l’opportunità del bando nazionale per la riqualificazione urbana e per la riqualificazione delle periferie, che sarà pubblicato a giorni, per  avviare un’agenda urbana efficace e compiere scelte  innovative delle quali  hanno bisogno le nostre città e i cittadini italiani. Per farlo serve che si  valorizzino i  progetti di qualità, vengano superati i complicati e farraginosi meccanismi burocratici  per dare vita ad  un grande progetto d’investimento di idee sulle città, prevedendo coraggiosi strumenti operativi che consentano di realizzare interventi di vera riqualificazione urbana”.

“Come architetti” continua “siamo responsabili nei confronti della  comunità dei cittadini, perché l’architettura e l’urbanistica sono pubbliche per definizione, ed è per noi imprescindibile mantenere sempre vivo  il dialogo con coloro che abitano case e città. Lo siamo anche verso l’ambiente e la storia e questo vuol dire esserlo verso il futuro. Responsabilità delle istituzioni è, invece,  quella di rimettere al centro della strategia del nostro Paese la politica per le città e di scrivere regole e norme adatte ad attuarla.

“La riduzione del consumo del suolo, il riuso delle città, la bellezza e la sicurezza degli edifici, la tutela attiva dei paesaggi hanno bisogno di regole chiare, finalizzate a un progetto nazionale condiviso, grazie al quale sarà possibile tornare a pensare e a fare in grande”.

Cosa prevede il decreto che istituisce il bando nazionale per la riqualificazione urbana delle periferie?

La Legge di Stabilità per il 2016 ha messo in cantiere il finanziamento di 500 milioni di euro per il corrente anno al fine di lanciare il “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia” (art. 1, comma 974-978). L’intervento dovrà però essere varato necessariamente entro la fine del mese di Febbraio 2016 con un Decreto firmato da dal presidente del Consiglio di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, con il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e con il MIBACT.

All’interno del Decreto dovranno espresse tutte le modalità operative e le procedure atte a alla presentazione di progetti di riqualificazione urbana e rimodellamento delle periferie nelle città metropolitane o comuni capoluogo di provincia.

Il programma, si legge al comma 974 nella legge di stabilità è: “finalizzato alla realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti, rivolti all’accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana, al potenziamento delle prestazioni urbane anche con riferimento alla mobilità sostenibile, allo sviluppo di pratiche, come quelle del terzo settore e del servizio civile, per l’inclusione sociale e per la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano, anche con riferimento all’adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonche’ alle attivita’ culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati”

Tutti gli Enti che saranno interessati a promuovere progetti finalizzati al programma di riqualificazione urbana avranno tempo fino al 1 Marzo prossimo per inviare i progetti secondo le direttive che saranno emanate in un apposito bando esplicativo.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.