Un architettura sempre più rosa

Disparità in architettura: il 41% degli architetti è donna, ma gli uomini guadagnano il 22% in più

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Tra le donne la percentuale di iscritti agli ordini professionali di architettura con meno di quarant’anni è pari al 43%, mentre tra i maschi si ferma al 25%. Un boom rosa nel mondo dell’architettura italiana che però non è seguito da un allineamento degli status lavorativi tra uomini e donne.

Le donne, secondo gli ultimi dati diffusi dagli ordini professionali, sono sempre più il nerbo della professione, ma guadagnano meno degli uomini. Dei 152 mila architetti italiani, quasi il 41%, circa 62 mila, è donna, quasi il 10% in più rispetto alla situazione del 1998.

Negli ultimi 15 anni le donne iscritte all’albo sono cresciute del 141%. Ma negli ultimi 6 anni, il guadagno mensile netto dei giovani laureati in architettura dopo 5 anni dal conseguimento del titolo di secondo livello è stato, mediamente, del 22% superiore per i maschi: nel 2013, circa 1.300 euro contro 1.070.

Una differenza, per quanto riguarda il reddito, che con il passare degli anni di attività tende anche ad accentuarsi.

Differenze sostanziali tra uomini e donne riguardano anche la pura attività lavorativa: queste ultime non solo sono maggiormente colpite dalla disoccupazione, ma sono impiegate in misura significativamente minore nell’attività libero professionale.

Diseguaglianze che non fanno altro che generare insoddisfazione nei ranghi rosa dei professionisti italiani. Un settore che continua a subire gli effetti di una crisi di sistema epocale che ha portato diversi studiosi ad affermare che l’Italia non è un paese per liberi professionisti.

In primo luogo, il 48% delle donne architetto dichiara di aver dovuto interrompere la propria attività professionale per un tempo significativo, e lo ha fatto, nel 67% dei casi, per la cura dei figli. Mentre per gli uomini le motivazioni dell’interruzione lavorativa, nella maggioranza dei casi, sono legate a problemi personali o alla cura di persone anziane a carico. Ma la cosa più importante da evidenziare è come più dell’80% delle donne impegnate in architettura ritenga che queste interruzioni abbiano ritardato o ostacolato, in un certo modo, la propria carriera professionale, anche in misura molto grave nel 46% dei casi. Il 45% delle donne ha dovuto, di conseguenza, ridurre le ore di lavoro e il 32% ha dovuto ripensare la distribuzione degli impegni lavorativi.

Non sorprende, quindi, che nemmeno un terzo del campione femminile (il 31%) abbia dichiarato oggi di sentirsi realizzata professionalmente, contro il 40% dei colleghi maschi.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.