Nuovi strumenti per l’anticorruzione

Una banca dati faciliterà il lavoro del team nazionale anticorruzione

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Negli ultimi anni si è tentato in diverse occasioni di rinforzare l’impalcatura legislativa in materia di anticorruzione, ma la periodica  e spropositata apertura di indagini a posto l’accento sulla necessità di prevenire simili fenomeni di corruzione.

Per avere un quadro di questa situazione basta rispolverare le ultime querelle riguardanti il MOSE veneziano e l’Expo  milanese. Eventi che hanno portato nuovamente alla ribalta termini quali tangentopoli. Il premier Matteo Renzi dal suo canto ha colto l’occasione per rafforzare l’Autorità Nazionale Anticorruzione affidandola al Magistrato Raffaele Cantone.

Si è venuto cosi a creare un soggetto attorno al quale ruota tutta la strategia anticorruzione attraverso un percorso che passa in primis per l’assorbimento della ” vecchia” Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici (AVCP).

L’Autorità di vigilanza dei contratti pubblici (AVCP) nasceva in piena Tangentopoli, istituita con la c.d. legge Merloni, poi disciplinata dal Codice dei Contratti Pubblici. L’Autorità avrebbe dovuto assumere penetranti poteri di vigilanza in un settore particolarmente soggetto a fenomeni corruttivi come il settore dei contratti e degli appalti pubblici. In realtà l’AVCP nasceva con una serie di difetti e con il passare del tempo non divenne altro che un ulteriore controllore che sovrapponeva la propria funzione a forme di controllo già esistenti e ben più forti, quale la magistratura penale. Insomma il solito cavillo burocratico in salsa italiana.

Con il passare degli anni l’autorità per l’anticorruzione ha faticato ad assumere un ruolo istituzionale forte e indipendente e si è sempre più limitata a svolgere attività di consulenza e di assistenza non vincolante su questioni interpretative, conquistando credibilità ed autorevolezza, ma senza mai assumere un ruolo efficiente e efficace nella prevenzione della corruzione.

Per questo l’attuale legislatore ha decretato la soppressione della Autorità anticorruzione e la decadenza dei relativi organi a decorrere dalla data di entrata in vigore dell’art. 19 del d.l. 90/2014 e attribuire i compiti, le risorse umane, strumentali e finanziarie, la quale poteva contare su bilancio consistente di circa 80 milioni di euro , direttamente all’ANAC.

Il “sacrificio” dell’AVCP di fronte alla “ragion di stato” della lotta alla corruzione sembra essere un positivo esempio di spending review e un passo avanti verso la creazione di un unico soggetto istituzionale tecnico, che possa svolgere un ruolo di prevenzione della corruzione nel settore degli appalti pubblici.

Da questo punto di vista sarà fondamentale il lavoro che andrà a fare il Presidente Cantone, cosi come risulterà fondamentale anche il nuovo codice degli appalti che vedrà la luce nei prossimi mesi per far si che l’Italia possa divenire finalmente un paese a corruzione zero.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.