Varata la legge delega per la Riforma degli Appalti

Il Governo emanerà, entro aprile, un decreto che abroghi le vecchie disposizioni e renda ufficiale il varo della legge delega per la Riforma degli Appalti

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Il Senato della repubblica vara ufficialmente la legge delega per la Riforma degli Appalti.

“Signor Presidente, mi permetta innanzi tutto di ringraziare il Senato per il lavoro che ha svolto in occasione della prima stesura della legge delega per la Riforma degli Appalti, un lavoro seguito dal vice ministro Nencini, che ringrazio molto per la sua costante presenza e per l’attività proficua realizzata in Commissione, che ha consentito oggi di mettere all’attenzione, per l’approvazione definitiva da parte di quest’Assemblea, un testo che anch’io considero, come molti di voi hanno sottolineato, una delle riforme più importanti per il nostro Paese”.

Parole, quelle del Ministro Graziano del Rio, che potremo definire di circostanza ma che, per chi ha seguito almeno in parte l’Iter legis della Riforma non sembrano neppure cosi campate per aria.

Per mesi infatti si sono succeduti dibattiti, anche accesi, e scontri. Spesso si è pensato che la legge delega sugli appalti non sarebbe mai arrivata a conclusione (in verità non è ancora arrivata a conclusione in quanto si deve attendere per lo meno il prossimo 18 Aprile e l’emanazione di uno o più decreti legislativi che rendano pienamente efficace la nuova norma ndr ). La felicità, ovviamente interessata, da parte dell’esponente del Governo è quindi ovviamente comprensibile.

Una soddisfazione che è giusto segnalare ha comunque contagiato diversi settori della società italiana.

La Presidente di Finco Carla Tomasi ( Federazione Industrie Prodotti, Impianti, Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni che riunisce 38 Associazioni ed oltre 3100 imprese ndr) ad esempio plaude all’esito del disegno di legge delega per la Riforma degli Appalti approvato da parte del Senato in terza lettura dopo oltre un anno dall’inizio dell’iter.

“Con questa Legge”  afferma la Tomasi “il Paese fa un passo in avanti verso la modernizzazione della normativa sugli appalti, in buona parte nel senso da Finco auspicato”.

Con l’emanazione della legge delega infatti viene definitivamente superata la Legge 443 del 2001, la cosiddetta “Legge Obiettivo”, che ha nel tempo posto le attività specialistiche e superspecialistiche nel subappalto. Una fattispecie operativa definita dagli addetti ai lavori come più consona a lavori generici e di minore professionalità e che ha determinato una progressiva dequalificazione delle opere.

“ Viene finalmente intrapreso un cammino di riduzione dell’eccessivo numero delle stazioni appaltanti avendo cura”  sottolinea la Presidente di FINCO “di evitare il rischio di incrementare il taglio medio delle gare cui solo grosse imprese avrebbero i requisiti per partecipare, il che andrebbe nel senso contrario allo Small Business Act ad alla ratio della suddivisione in lotti funzionali dei lavori.”

Secondo la Tomasi “ ora possono essere poste le basi per una reale attenzione alla manutenzione, attraverso lavori sostenibili nel territorio, in particolare di riassetto idrogeologico, energetico e sismico. In questo senso le imprese specialistiche, oltre a rappresentare un’ eccellenza a livello nazionale, investono capitali per la formazione del personale e l’acquisto di attrezzature e non possono, quindi, ulteriormente sopportare ritardi nei pagamenti né rivestire ruoli marginali nella realizzazione dell’appalto né, tantomeno, subire un uso distorto dell’ Accordo Quadro volto ad assemblare i lavori ad excludendum” .

“ Positiva” secondo la Tomasi “anche l’eliminazione dell’incentivo del due per cento per i progettisti interni alla P.A., la limitazione dell’appalto integrato, il divieto di affidamento degli incarichi al prezzo più basso, la limitazione delle varianti ed il ruolo centrale ANAC, che terrà l’albo dei Commissari di gara, sia per la messa a punto di bandi e contratti-tipo, sia per la vigilanza sulla esecuzione dei contratti” tutte innovazioni che secondo la presidente Tomasi possono essere definite come fondamentali per quanto riguarda un futura e possibile ripresa del settore.

Seppur applaudito, il varo della riforma della legge delega per la Riforma degli Appalti in ogni caso è solo il primo passo di un iter ancora complesso.

La Presidente Finco conclude la sua dichiarazione formulando la speranza che una siffatta normativa, che intercetta il 15% del PIL del Paese, non si presta a commenti sbrigativi. Pur tuttavia, per necessità di sintesi, come Finco vorremmo fossero tenuti in particolar conto gli aspetti tesi a:

  • valorizzare la qualificazione reale delle imprese attraverso un rigoroso controllo

  • anche di materialità dei requisiti delle medesime;

  • a limitare la possibilità di subappalto per le lavorazioni caratterizzate da notevole contenuto tecnologico o rilevante complessità tecnica e a favorire, al contrario, forme di partecipazione dirette alla gestione dell’appalto;

  • a rendere stringente l’obbligo di motivazione della mancata suddivisione in lotti funzionali degli appalti;

  • a prevedere il pagamento diretto degli esecutori, ivi inclusi i subappaltatori,

  • i fornitori ed i prestatori di servizi e di lavoro fornito;  a prevedere correttivi anche casuali nel calcolo delle anomalie nell’aggiudicazione dell’appalto con il meccanismo del massimo ribasso;

  • a prevedere criteri oggettivi nella valutazione dell’offerta economicamente più  vantaggiosa.

Soddisfazione anche da parte di diverse organizzazioni professionali come Assistal e Inarsind. Anche il Sindacato Nazionale di Architetti ed Ingegneri liberi professionisti infatti plaude alla emanazione del Disegno di legge delega per la Riforma degli Appalti, che delega per l’appunto al Governo la riforma del codice degli appalti. Secondo il sindacato trovano finalmente riscontro nella delega alcuni punti su cui la stessa Inarsind si è battuta per anni come l’eliminazione dell’incentivo del due per cento per i progettisti interni alla P.A., la limitazione dell’appalto integrato e il divieto di affidamento degli incarichi al prezzo più basso.

“Essenziale ed innovativo poi il controllo affidato all’Anac sui bandi e contratti- tipo oltre che la vigilanza sulla esecuzione dei contratti e soprattutto, come proposto da Inarsind, il compito all’ANAC di tenere l’albo dei commissari di gara tutto ciò a favore della trasparenza e della lotta alla corruzione” ha dichiarato lo stesso sindacato attraverso una nota stampa resa pubblica nelle scorse ore.

“ Certo” continua Inarsind “ il lavoro più difficile è ora affidato alla commissione ministeriale che dovrà attuare la delega. La speranza è che finalmente il testo definitivo guardi alle caratteristiche del professionista e alla qualità del suo lavoro con controlli anche alla fine dei lavori in modo che diventi premiante la qualità dell’opera realizzata piuttosto che solo progettata”.

Inarsind si auspica inoltre che “siano tenute separate le garanzie che devono prestare in sede di gara le imprese da quelle dei professionisti considerato che spesso vengono formulate richieste illogiche per liberi professionisti singoli, in associazione o in società di professionisti. Siamo certi che gli esperti chiamati a questo compito renderanno efficaci i principi direttivi della delega con la necessaria chiarezza e che apriranno la consultazione alle Associazioni Sindacali dei professionisti tecnici per giungere ad un testo applicabile senza incertezze e necessità di interpretazioni ed in questo Inarsind si rende già disponibile a contribuire nell’interesse del paese”.

Corsi Crediti Architetti
Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.