Scade il prossimo 31 dicembre 2016 il primo triennio di formazione professionale obbligatoria

Formazione professionale obbligatoria per architetti e ingegneri: Federarchitetti e Inarsind chiedono un incontro con i Consigli Nazionali

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Scade il prossimo 31 dicembre il primo triennio di formazione professionale obbligatoria previsto da entrambi i regolamenti emanati dai Consigli Nazionali degli Ordini di architetti e ingegneri.

Federarchitetti ed Inarsind, associazioni sindacali di architetti e ingegneri liberi professionisti, sin da subito hanno espresso il loro preoccupato dissenso per i regolamenti attuativi varati da CNI e CNAPPC, in cui la previsione della formazione professionale obbligatoria si interpreta con parametri diversi e contrastanti tra loro, “ spesso disgiunti dal tipo di attività professionale e con incidenza diversa sulla deontologia degli iscritti ai due Ordini”.

Giunti quasi al termine del triennio sperimentale, affermano Federarchitetti e Inarsind, tutti gli aspetti critici già precedentemente evidenziati si confermano e, tra questi, emerge il mancato mutuo riconoscimento dei crediti formativi fra architetti e ingegneri nonostante le due categorie abbiano molte competenze professionali in comune, unica cassa di previdenza, associazioni sindacali comuni, tariffe di riferimento e buona parte di mercato professionale coincidente.

Emergono, inoltre, con maggiore certezza, le differenze che si produrranno tra gli iscritti nello stesso albo, in funzione della forma di svolgimento della professione, liberi professionisti e dipendenti, dove i primi saranno soggetti alla sospensione dell’attività e conseguentemente dall’iscrizione a Inarcassa (compreso tutte le attività assistenziali) mentre per i secondi le sanzioni ordinistiche per il mancato assolvimento della formazione professionale obbligatoria non produrranno effetti reali né sul lavoro né sulla previdenza.

Un altro punto di discussione riguarda come già più volte sottolineato le differenze tra CNAPPC e CNI riguardo le attività “extracurricolari” e le sanzioni previste dai due ordini Nazionali.

Se nessuna attenzione infatti è data dal CNAPPC all’attività professionale certificabile (permessi di costruire, concorsi e gare di progettazione, pubblicazioni di opere) quale credito formativo, troppo discrezionale resta invece la regolamentazione del CNI che demanda agli Ordini territoriali le sanzioni deontologiche senza criteri predeterminati e definiti.

Ma non è solo la differenza tra i due criteri di valutazione nella formazione professionale obbligatoria a produrre effetti negativi per la libera professione, quanto l’incidenza di quest’obbligo tra le mille difficoltà che architetti e ingegneri hanno dovuto affrontare in questi anni di crisi.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.