Riforma del catasto: “un bagno di sangue per le famiglie italiane”

La Commissione europea inserisce pigramente il tema riforma del catasto nelle sue rituali raccomandazioni “copia e incolla”, senza avere un minimo contatto con la realtà

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“Leggiamo sulla stampa che il Governo Gentiloni starebbe pensando di riesumare quella riforma del catasto che il Governo Renzi aveva ritirato, nel giugno del 2015.”

“Un ritiro causato dal non fornire adeguate garanzie di invarianza di gettito, aprendo all’opposto uno scenario di ulteriori aumenti di tassazione sugli immobili, mascherati attraverso improbabili redistribuzioni.”

La dichiarazione rilasciata pochi giorni fa dal Confedilizia è una di quelle che promette di suscitare non poco “chiasso” nelle aule parlamentari. Una dichiarazione che riapre ufficialemente il dibattito attorno alla tanto chiacchierata riforma del catasto italiano.

Secondo molti rumors provenienti dai palazzi romani infatti, il Governo Gentiloni avrebbe intenzione, in sede di approvazione del Documento di economia e finanza ad aprile, di riprendere in mano la patata bollente della riforma del catasto.

Una riforma che da tanti professionisti è attesa da diverso tempo, ma che allo stesso modo suscita, come abbiamo già potuto vedere, non poche perplessità. Come sappiamo, il catasto italiano è vecchio di circa 70 anni. Un età che rende il catasto italiano poco indicativo del reale valore dei circa 65 milioni d’immobili.

Ma se il Governo Renzi sembrava aver bocciato la riforma del catasto cosi come si presentava, per quale motivo ora, il Governo Gentiloni vuole impegolarsi nuovamente sull’argomento?

Il tema della riforma del catasto è tornato in ballo anche perché la commissione europea è tornata a bacchettare l’Italia perché quella del catasto era una delle riforme indicate come prioritarie dall’Europa e dal Governo Renzi. Approvata in tempi brevissimi la legge delega da parte del Parlamento, la riforma del catasto, però, non è mai stata licenziata dal Consiglio del ministri. A fermare l’esecutivo furono i dubbi (per usare un eufemismo) sul principio dell’invarianza di gettito contenuto nella legge delega.

“Quella legge delega” evidenzia Confedilizia “è scaduta e non è certo questo il momento per iniziare un nuovo percorso, checché ne dica la Commissione europea, che inserisce pigramente il tema catasto nelle sue rituali raccomandazioni copia e incolla, senza avere un minimo contatto con la realtà.

Per il settore immobiliare l’urgenza non è la riforma del catasto, ma una decisa riduzione di un carico fiscale che dal 2012 è stato quasi triplicato e che continua a causare danni incalcolabili a tutta l’economia: crollo dei valori, impoverimento, caduta dei consumi, desertificazione commerciale, chiusura di imprese, perdita di posti di lavoro. Dovrebbe essere questa la priorità di un Governo responsabile”.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.