Prosegue il dibattito sulle Competenze ingegnere iunior: botta e risposta con il consigliere Ania Lopez

Ing. Lopez: la sentenza del Consiglio di Stato sul tema delle competenze ingegnere iunior nelle gare d’appalto sta provocando una serie di discussioni

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Ad oltre sei anni dall’emanazione del D.P.R. 328/2001 che ha rivoluzionato la struttura dell’Ordine degli ingegneri attraverso l’introduzione del profilo degli ingegneri iunior e la relativa suddivisione dell’albo in settori specifici di attività è stato possibile avanzare alcune considerazioni. In primo luogo lo stesso ordine degli ingegneri ha evidenziato come si possa affermare che la componente degli ingegneri iuniores non abbia assunto, come più volte paventato, una dimensione rilevante. Al 31 dicembre 2007, a sei anni dalla nascita della sezione junior dell’albo degli ingegneri,  si registravano appena 4.201 iscritti alla sezione B dell’albo degli ingegneri iuniores, su un complesso di 207.005 iscritti. Appena il 2% dei professionisti italiani.

Ing. Lopez, consigliere Junior del CNI, la sentenza del Consiglio di Stato sul tema  delle competenze ingegnere iunior nelle gare d’appalto sta provocando una serie di discussioni. Lei che interpretazione ne da?

“Dare oggi un’interpretazione equilibrata delle competenze ingegneri iunior di primo livello è arduo e complesso. Purtroppo il percorso universitario triennale non ha sortito gli effetti sperati. I laureati di primo livello in ingegneria non hanno trovato, come si auspicava, uno sbocco professionale nell’Industria. Tuttavia, i nostri colleghi sono riusciti a portare  avanti  la professione, anche in autonomia”.

Che effetti sta avendo la crisi sugli ingegneri iunior, rispetto ai loro colleghi senior?

“Le ricerche del Centro Studi del CNI presentate nell’ultima Assemblea Nazionale, lo scorso 4 marzo a Bologna, indicano come ci sia stato un rallentamento dell’incremento  degli iscritti della sez.B. E’ altamente probabile che su questo rallentamento abbia influito la crisi degli ultimi anni, innescando un effetto di scoraggiamento ad iscriversi all’Albo. Nonostante il livello quantitativo dell’insegnamento nei corsi di Ingegneria in Italia continui ad essere elevato, occorre fare i conti con un mercato che lascia meno spazio, rispetto al passato, ai professionisti. E’ complicato immaginare di costruire percorsi esattamente tarati sulle domande provenienti dal mercato, perché nei fatti questa richiesta non solo è ridotta e impalpabile, ma anche molto mutevole in termini di “know-how” specifico richiesto. A nostro avviso, occorre affrontare la questione con flessibilità e, soprattutto , con un confronto aperto tra tutte le parti interessate, non escludendo di poter apportare correttivi al sistema attuale”.

Cosa si può fare realisticamente in termini di percorsi universitari?

“La giurisprudenza offre degli elementi di ambiguità. Il CNI, proprio al fine di eliminare tali ambiguità, ha ipotizzato una diramazione del percorso triennale in due distinti indirizzi : laurea di primo livello “professionalizzante”, per coloro che avessero intenzione di procedere, subito dopo il conseguimento del titolo, alla ricerca di un’occupazione; laurea di primo livello “propedeutica”, per coloro che, invece, fossero intenzionati al prosieguo del percorso formativo universitario ed al conseguimento della laurea magistrale. Del resto oggi l’Europa  ci richiama ad una revisione dei percorsi formativi universitari in sintonia con le politiche comunitarie”.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.