Un Piano per la prevenzione del Rischio Sismico: è quanto chiedono i tecnici italiani

Un Piano di Prevenzione del Rischio Sismico su scala nazionale, e quanto chiede la Rete Professioni Tecniche (RPT) dopo il terribile terremoto che ha colpito in centro Italia.

Corso Antisismica

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Prendiamo atto ed esprimiamo apprezzamento per l’impegno assunto dal governo di avviare subito un Piano di Prevenzione del Rischio Sismico che interessi l’intero Paese, così come richiesto in numerose occasioni e con specifici accurati documenti dalla Rete Professioni Tecniche la quale comprende i Consigli nazionali di architetti, ingegneri, geometri, geologi, chimici, dottori agronomi e dottori forestali, periti industriali, periti agrari, e tecnologici alimentari, in rappresentanza di circa 600 mila professionisti italiani. Di questo ringraziamo il presidente Renzi e il ministro Delrio”.

Ad affermarlo è Armando Zambrano, Coordinatore della Rete Professioni Tecniche (RPT) e Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, commentando le iniziative proposte dal governo a seguito del Consiglio dei ministri di giovedì 25 agosto.

“È però evidente che un Piano di Prevenzione del Rischio Sismico di tale importanza, che rappresenta la più importante “infrastruttura” di cui ha bisogno l’Italia” continua Zambrano “ha necessità inevitabilmente di una conoscenza più precisa dello stato di sicurezza dei fabbricati, anche per poter programmare seriamente modalità e tempi di esecuzione nonché le inevitabili priorità di intervento. Per questo è fondamentale prevedere il fascicolo del fabbricato, che contiene tutte le informazioni necessarie sugli aspetti che riguardano la stabilità e la sicurezza ai fini della protezione, soprattutto, dagli eventi sismici”.

Su questo tema le professioni tecniche hanno già avviato studi e approfondimenti che possono mettere a disposizione del governo. “Apprezziamo anche” afferma il coordinatore Zambrano “la citazione in occasione della conferenza stampa del presidente Renzi in merito agli ordini professionali, soggetti importanti per l’organizzazione del Piano di Prevenzione del Rischio Sismico, riconoscendo loro la fondamentale funzione sussidiaria allo Stato. È evidente, però, che vigileremo affinché gli impegni vengano concretizzati con provvedimenti in tempi brevi”.

Nei prossimi giorni, sono previste ulteriori iniziative da parte della Rete Professioni Tecniche, tra cui l’Assemblea dei Presidenti che individuerà nuovi passi da compiere.

“Il piano nazionale di prevenzione del rischio sismico” aggiunge invece Maurizio Savoncelli, Consigliere RPT e Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri laureati “strumento caratterizzato da una spiccata azione interdisciplinare, dovrà essere approntato con un ruolo attivo dei cittadini, supportati dai loro professionisti tecnici, adeguatamente reso praticabile da misure economiche che lo rendano attuabile e sostenibile. Inoltre con strumenti operativi che prevedano non burocrazia ma sussidiarietà, non esasperanti passaggi autorizzativi ma concreti contenuti con diretta assunzione di responsabilità, norme semplici e prontamente applicabili, chiari indirizzi di programmazione ed infine rigorosi controlli”.

Una certa spddisfazione che traspare anche dalle parole di Giuseppe Cappochin, Consigliere RPT e Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori “Tutto sembra fa pensare che si sia alla vigilia di una nuova stagione nelle modalità di approccio alle conseguenze che derivano da un terremoto devastante come questo, come testimoniato anche da quanto emerso dall’incontro tra il Premier Renzi e l’architetto e senatore a vita Renzo Piano: intervenire sul rammendo del tessuto fisico e sociale ma anche predisporre strumenti concreti come il bonus-casa. Gli architetti da sempre propongono un approccio soft, rispettoso del dolore e della sofferenza di quanti hanno perduto tutto, accompagnato dall’uso di materiali tradizionali, come il legno, più vicini alla cultura e alla storia di quei borghi e di quelle valli di cui non deve assolutamente essere persa l’identità, anche rendendo obbligatoria la sicurezza degli edifici vincolati e di interesse storico artistico, patrimonio della Nazione, al fine di non far spazzare via secoli di storia per una deficitaria ed errata prevenzione antisismica”.

Un patto, dunque, di collaborazione con il Paese, quello dei professionisti italiani, nel segno della più ampia sinergia tra le istituzioni, gli esperti e i cittadini. Perché a farne le spese non siano sempre i soggetti più deboli.

Corsi Crediti Architetti
Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.