Un ordine degli ingegneri stretto tra crisi professionale e nuovi scenari di mercato

Quanti sono? Dove operano? Sono più uomini o più donne? Tutte le risposte aggiornate sullo stato di salute di un ordine degli ingegneri italiani sempre più proiettato verso il futuro

Corsi Crediti Ingegneri

Valuta questo articolo

Un ordine degli ingegneri stretto tra crisi professionale e nuovi scenari di mercato Totale 3.00 / 5 2 Voti

I timori di una fuga dall’ordine degli ingegneri sembrerebbero per il momento attenuati. E’ vero che il ritmo di crescita è, negli ultimi due anni, decisamente rallentato, ma è pur vero che anche nel 2016 si registra un aumento, seppur assai lieve del numero di iscritti all’albo degli ingegneri: 238.206, un migliaio in più dei 237.161 registrati lo scorso anno.

Analizzando i dati più nel dettaglio, appare evidente come il risultato positivo sia correlato soprattutto all’incremento di iscritti alla sezione B, dopo un 2015 in cui si era registrato un inatteso e improvviso calo. E’ pur vero che si tratta comunque di valori molto ridotti rispetto ai colleghi quinquennali (meno di 10mila ingegneri iuniores a fronte dei quasi 230mila iscritti alla sezione A ndr), dato che conferma il pressoché totale disinteresse dei laureati di primo livello verso l’abilitazione professionale.

Iscritti ordine degli ingegneri: suddivisione geografica e territoriale

La distribuzione territoriale degli ingegneri iscritti all’albo degli ingegneri rivela che il maggior numero di iscritti si registra nelle regioni meridionali:quasi il 40% degli iscritti alla sezione A e circa la metà degli ingegneri iuniores appartengono infatti ad un Ordine degli ingegneri provinciale del Sud.

La Lombardia si conferma ancora una volta la regione con il maggior numero di ingegneri iscritti all’albo (complessivamente tra iscritti alla sezione A e iscritti alla sezione B si supera abbondantemente la soglia dei 30 mila iscritti), seguita dal Lazio (27.639 iscritti) e Campania (26.138 iscritti). Non potrebbe essere altrimenti, dal momento che Roma, Napoli e Milano risultano, nell’ordine, gli albi provinciali con il maggior numero di iscritti annoverando complessivamente 47.619 ingegneri. In altre parole, in Italia, un ingegnere su 5 è iscritto ad uno di questi tre albi.

Per quanto riguarda invece la suddivisione provinciale degli iscritti all’albo degli ingegneri, particolarmente numerosi si rivelano gli iscritti degli Ordini degli ingegneri provinciali di Bari (7.220 iscritti), Torino (7.114) e Cagliari (6.617), mentre, agli ultimi posti di questa graduatoria, ben 9 Ordini annoverano meno di 500 iscritti: Grosseto, Imperia, Vercelli, Lodi, Aosta, Isernia, Gorizia, Biella e, ordine più piccolo in assoluto, VerbanoCusio-Ossola con meno di 300 iscritti. Gli Ordini di Caltanissetta e Prato risultano invece quelli con la quota più elevata di ingegneri iuniores: rispettivamente l’11% e il 10,4%, a fronte di una media nazionale pari al 3,8%.

Dall’incrocio dei dati relativi al numero di ingegneri iscritti all’albo con quelli che si riferiscono alla numerosità della popolazione residente, la provincia di Cagliari spicca, tra tutte, come l’area a più alta propensione ingegneristica: si registrano infatti circa 8 ingegneri ogni mille abitanti a fronte di una media nazionale pari a circa 4 ingegneri ogni mille abitanti. Come si può evincere anche “graficamente”, la concentrazione di ingegneri è notevolmente inferiore nelle province nord-occidentali (in quest’area si rileva, tra l’altro, la provincia di Verbania che, oltre ad essere, come visto, l’Ordine più piccolo d’Italia, si rivela anche la provincia meno “ingegneristica” con appena 1,84 ingegneri ogni mille abitanti), mentre raggiunge quote decisamente più elevate in quelle meridionali.

Iscritti ordine degli ingegneri: cresce la componente femminile

Prosegue inarrestabile la crescita della componente femminile: nel 2016 essa costituisce il 14% degli ingegneri iscritti, laddove nel 2015 era il 13,7%.  Sotto questo punto di vista la regione più “rosa” si conferma ancora una volta la Sardegna, in cui circa un quarto degli ingegneri è di sesso femminile. Campania, Veneto e Molise risultano, al contrario, le regioni in cui il tasso di presenza maschile è più elevato, arrivando a sfiorare il 90%.

Ordine degli ingegneri: quanto sono in Italia gli ingegneri ambientali, industriali, e dell’informazione?

Per quanto concerne la distribuzione tra i tre settori dell’albo, civile ed ambientale, industriale e dell’informazione, è bene evidenziare che oltre i due terzi (68,6%) degli ingegneri iscritti alla sezione A, laureatisi con il vecchio ordinamento e iscritti prima dell’avvento della suddivisione in sezioni e settori, hanno optato per l’iscrizione in tutti e tre i settori dell’albo. Ad oggi sussiste tuttavia ancora un 3,9% di iscritti (nel 2015 era il 6,1%) che, pur avendo la possibilità di iscriversi in tutti e tre i settori, non ha ancora indicato il settore di appartenenza.

I dati relativi agli altri ingegneri di “nuova generazione”, invece, evidenziano, come prevedibile, una indiscutibile preferenza verso il settore civile ed ambientale sia nella sezione A che nella B: tra gli oltre 70mila ingegneri che si sono iscritti ad uno o al massimo a due settori della sezione A, quasi il 71% (circa il 20% se riferito all’intero universo degli ingegneri iscritti a cui andrebbero tuttavia aggiunti quelli iscritti a tutti e tre i settori) appartiene al settore civile ed ambientale, mentre per ciò che riguarda invece la sezione B, dove l’iscrizione è “monosettoriale” (tranne alcuni casi in cui il titolo conseguito permette l’accesso, previo esame, a due settori distinti), la quota di iuniores iscritta al settore civile ed ambientale è pari al 54%. Per alcuni indirizzi di laurea la norma vigente (DPR.3238/2001) permette l’iscrizione a più settori dell’albo

Così come evidenziato negli scorsi anni, il settore più “debole” appare ancora una volta quello dell’informazione che comprende solo il 10,3% degli iscritti alla sezione A non “infrasettoriali” (quelli iscritti a tutti e tre i settori) e l’11,4% degli iuniores, ma il dato non può sorprendere più di tanto dal momento che questo settore è anche il meno tutelato per quanto concerne le attività professionali riservate.

Ricambio generazionale all’interno dell’ordine degli ingegneri: diminuiscono i “vecchi” ingegneri e crescono le nuove leve

Il rafforzarsi di questo ricambio generazionale incontra qualche riscontro anche nell’analisi dei dati relativi all’anzianità di iscrizione all’albo. Rispetto al 2015, infatti, lo zoccolo duro costituito dagli iscritti da oltre 20 anni appare in flessione (30,4% contro il 31,4% del 2015), a vantaggio dei giovani neo-iscritti (da meno di cinque anni) che passano dal 17,9% del 2015 al 20,2% dell’anno in corso.

Alla luce di quanto esposto finora, non sorprende dunque che anche l’età media degli iscritti risulti in leggero calo rispetto al passato: nel 2016 è pari a 47,3 anni (48,8 tra gli uomini, 38,5 tra le donne) contro i 47,8 del 2015.

In ottica regionale, l’Umbria e il Trentino risultano le regioni più “giovani” con un’età media rilevata pari, rispettivamente, a 45,3 e 45,5 anni. All’estremo opposto, si colloca invece la Liguria, che con un’età media che sfiora i 49 anni, si impone all’attenzione come la regione con la popolazione ingegneristica più anziana. Seguono Lazio; Friuli Venezia Giulia e Campania, regioni in cui l’età media degli iscritti è appena superiore ai 48 anni.

Tra le regioni “giovani” vanno sicuramente evidenziate le Marche(età media rilevata pari a 45,8 anni) che include non solo l’Ordine provinciale con la più elevata quota di iscritti under 35 (Fermo con il 31%), ma colloca ben tre Ordini tra i primi quattro al vertice in questa particolare graduatoria: oltre a Fermo si rilevano infatti anche l’Ordine di Macerata (gli under 35 costituiscono il 27% degli iscritti) e di Ancona (25,9%).

Dei 238.206 iscritti all’albo, i neo iscritti (iscritti per la prima volta in assoluto nel corso del 2015 o nei primi due mesi del 2016) ammontano a circa 6.500 ingegneri, mentre per 1.267 professionisti si tratta di individui che si sono riscritti nel corso dell’ultimo anno dopo un periodo di “assenza”. La grande maggioranza degli ingegneri iscritti (88,3%) risulta infatti iscritta all’albo senza soluzione di continuità dal giorno in cui effettuò la prima iscrizione. Per il restante 11,7% si tratta invece di iscritti che nel corso della loro carriera lavorativa, per un periodo più o meno lungo non hanno rinnovato la propria iscrizione all’albo, probabilmente perché superflua ai fini della propria attività professionale. E’ anche verosimile che in questa fetta di ingegneri “di rientro” vi siano anche coloro che, avendo perso il lavoro alle dipendenze, si sono poi “riconvertiti” nella libera professione.

Va comunque evidenziato che le quasi 6.500 nuove iscrizioni all’albo degli ingegneri corrispondono a circa i due terzi degli ingegneri abilitati nel corso del 2014 e dunque in possesso dei requisiti necessari per l’iscrizione all’albo. In altre parole un ingegnere su tre, tra gli abilitati, ha deciso di non iscriversi all’albo professionale.

Andando a confrontare i dati con quelli del 2015, il quadro appare del tutto disomogeneo: le iscrizioni si dimostrano in flessione in buona parte delle province del centroItalia, nell’area liguro-piemontese, friulana e basso-veneta. Viceversa appaiono in crescita nella fascia costiera laziale e campana, in una buona parte della Lombardia (Pavia, Lodi, Varese, Milano e Sondrio), in Calabria, Abruzzo e nelle province sarde di Sassari e Oristano.

Ordine degli ingegneri sezione A e ordine degli ingegneri sezione B

Il 37,5% dei 229.091 ingegneri iscritti alla sezione A, è in possesso di un titolo di laurea in Ingegneria civile o comunque ad esso riconducibile. Seguono gli ingegneri meccanici (15,5%) e quelli elettronici(10,9%).Anche tra gli iscritti alla sezione B prevalgono gli ingegneri civili e ambientali che costituiscono il 36,2% dell’universo degli iuniores. Se si aggiunge la quota di laureati degli altri indirizzi attinenti al settore civile ed ambientale (edile, ambiente e territorio e gli altri collegati al ramo “edilizio”) appare evidente come ben oltre la metà degli iscritti alla sezione B sia costituita da laureati del ramo “civile”.

Corsi Crediti Architetti
Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.