Con l’audit energetico obbligatorio si risparmia due volte

Le grandi imprese e quelle a forte consumo di energia hanno il dovere di effettuare un audit energetico obbligatorio ogni 4 anni.

Corso Energy Manager

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Il 5 dicembre scorso ha segnato una data importante per imprese dalle grandi dimensioni e per imprese dal fabbisogno energetico elevato.

Sono infatti scaduti i termini per effettuare l’audit energetico obbligatorio che le aziende interessate dalla normativa sono state chiamate ad approntare, nell’ottica della razionalizzazione dei propri consumi.

Il report sull’audit energetico obbligatorio effettuato dovrà necessariamente essere consegnato all’ENEA entro il 22 dicembre 2016./paragraph]

Data limiti entro la quale aziende e certificatori energetici dovranno necessariamente ultimare le procedure previste dalla normativa nazionale.

La normativa che disciplina l’obbligo di audit energetico: tra obblighi e agevolazioni fiscali per le aziende interessate

Il recepimento da parte dell’ordinamento italiano, con decreto legislativo numero 104 del 2014, della nuova normativa europea in materia di efficienza energetica (Direttiva 2012/27/UE) impone un audit energetico a due categorie di aziende. Secondo la definizione data dal D.M. 5 aprile 2013, le imprese energivore sono realtà produttive che consumano almeno 2,4 GWh annui di energia, il cui rapporto tra costo effettivo dell’energia e fatturato è di almeno il 3%. Le imprese energivore hanno anche diritto ad agevolazioni, come previsto dalla delibera 437/2013 dell’AEEG: riduzione delle accise, se il rapporto fra costi e fatturato è superiore al 3%, e oneri agevolati se la percentuale supera il 2%. Nella seconda categoria rientrano le grandi aziende che hanno i seguenti requisiti: 250 dipendenti, oppure un fatturato superiore a 50 milioni di euro e il bilancio annuo di almeno 43 milioni di euro. La procedura è volta a ottimizzare i consumi energetici dell’impresa attraverso un’attenta analisi delle caratteristiche del sito, con comparazione fra consumi reali e consumi virtuali stimati, cui seguirà la fase di correzione delle problematiche riscontrate nella struttura sede dell’attività produttiva.

L’obbligo della diagnosi energetica: sanzioni amministrativa da 2.000 a 40.000 per i trasgressori

La diagnosi energetica è un obbligo periodico da effettuare ogni 4 anni, come previsto dall’art. 8 del decreto legislativo, e viene affidata ad auditor energetici interni o esterni all’impresa che devono comunicare il rapporto di diagnosi all’ENEA, ente preposto alla verifica dei controlli. La legge prevede anche severe sanzioni amministrative in caso di mancato o di parziale rispetto della normativa. Il comma 1 art. 16 del decreto descrive le sanzioni da comminare ai trasgressori: da 4.000 euro a 40.000 euro se non viene effettuata alcuna diagnosi, da 2.000 euro a 20.000 euro qualora la diagnosi venga eseguita in modo non conforme alle prescrizioni.

Evitare una sanzione, in questa particolare situazione, corrisponde perciò a un doppio guadagno: l’efficientamento energetico consente non solo di evitare di incorrere nelle sanzioni, ma anche di tagliare in modo intelligente la propria bolletta. Individuando eventuali sprechi e dispersioni, infatti, l’azienda potrà intraprendere un cammino virtuoso per l’immediato futuro che si tradurrà anche in un risparmio. Per ottenere questo risultato è utile servirsi di un valido strumento tecnologico che prenda in considerazione tutte le criticità, rapportandole al modello ideale che ottimizzi il consumo.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.