Importanza e diffusione dei software bim in Italia: botta e risposta con l’architetto Alberto Molinari

La diffusione dei software bim all'interno degli studi professionali provocherà “uno scollamento tra le generazioni di progettisti che interagiscono con le macchine e chi invece progetta ancora con il semplice Cad”

Corso Bim Revit

Valuta questo articolo

Importanza e diffusione dei software bim in Italia: botta e risposta con l’architetto Alberto Molinari Totale 5.00 / 5 6 Voti

Se ci troveremo di fronte a regole certe il mondo della progettazione cambierà radicalmente, potremmo definirla una rivoluzione PROGETTO 4. . L’uso di software BIM renderà trasparente ogni operazione di lavoro,arrivando a costi certi e soprattutto certificati, come mai abbiamo visto”.

Ad affermarlo, intervistato dalla nostra redazione, è stato l’architetto/paesaggista Alberto Molinari. Una laurea con lode al Politecnico di Milano e una formazione interdisciplinare che traspare anche da una semplice chiacchierata. La sua poliedricità, lo porta dopo gli studi meneghini a dedicarsi con profitto sia all’edilizia privata sia a quella pubblica, non disdegnando l’urbanistica e il design. Un professionista con cui confrontarsi e con cui scambiare opinioni, oggi approfondiamo con Alberto Molinari gli aspetti, in parte, più controversi dell’introduzione dei software BIM nel panorama italiano della progettazione.

Il nuovo codice degli appalti ha introdotto, per quanto riguarda i lavori di progettazione, un progressivo obbligo di utilizzo dei software BIM. Secondo Lei è cambiato realmente qualche cosa nel settore?

Allo stato attuale, non vi sono regole precise sull’obbligo del BIM, tanto che le stazioni appaltanti si regolano applicando quanto viene dagli Usa e dalla Gbr. Di fatto vi è una nebulosa che deve (e può ndr) essere diradata solo da una normativa certa ed unica per tutto il territorio nazionale e la UE, questo per renderci competitivi nn solo nel nostro paese .

Pensa che il BIM possa portare un innovazione nel settore delle costruzioni?

Se ci troveremo di fronte a regole “certe” il mondo della progettazione cambierà radicalmente, potremmo definirla una rivoluzione “PROGETTO 4.0” . Poiché il BIM renderà trasparente ogni operazione di lavoro,arrivando a costi certi e soprattutto certificati, come mai avevamo visto. La complessità dei software BIM è generata per prevedere e pertanto prevenire ogni diversa lavorazione e la sua applicazione ,cancellerà in parte quelle che si chiamavano le operazioni in cantiere,poiché tutto verrà programmato a tavolino. Vi sarà sicuramente uno scollamento tra le generazioni di progettisti che interagiscono con le macchine e chi progetta ancora con il semplice Cad.

Per quale motivo pensa che senza un impegno normativo concreto da parte delle istituzioni non possano diffondersi le procedure e i software BIM?

Ho avuto esperienze lavorative in tutta Italia,per mia fortuna, seguendo cantieri per delle aziende e devo dire che le interpretazioni delle norme,cambiano in un compasso di 50 Km, un poco come la nostra cucina…”magari sempre con gli stessi ingredienti..ma visti in salsa locale” e che dire poi delle norme delle ASL; a Firenze il cavedio ha norme diverse per profondità che a Bergamo e,mi fermo qui, ma potrei citare che le norme di attuazione del Regolamento Edilizio di Milano superano i 1500 articoli e così le norme Igieniche della Lombardia sono un tomo di oltre 500 pagine .Ecco perché penso che se nn vi saranno regolamentazioni certe il mercato non si adeguerà. E poi il dilemma sui costi, perché ci saranno costi per nuovi programmi, per il loro apprendimento…e chi sarà costretto a pagare questi costi??.

Pensa che le istituzioni stiano facendo abbastanza per diffondere le procedure BIM?

La vera partita si gioca su più fronti, da una parte il progettista che avrà uno strumento ancora più sofisticato per definire il layout della costruzione, dall’altra l’impresa che potrà gestire previsioni di tempi e costi, con l’incognita delle Amm.ni Pubbliche e non penso a quelle medio grandi , ma alle miriadi di comuni dell’Italia che ad oggi non hanno neppure un sistema per leggere il progetto se non in formato cartaceo. Se queste dimensioni professionali non troveranno modo di integrarsi …la partita ancora una volta sarà persa.

Come pensa di aggiornarsi professionalmente (se ritiene di averne bisogno) riguardo il BIM?

Il BIM building information modeling per forza di cose rende obsoleto il modo di operare e rende obbligatorio un nuovo tipo di approccio, creando nuove forme professionali che non sono il solo progettista. Chi si vuole aggiornare non si troverà di fronte“solo un nuovo programma da imparare” ma una vera e propria nuova filosofia da comprendere e implementare con le conoscenze assodate sul campo.

Tutti I Corsi
Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.