Formazione professionale: la valutazione del rischio derivante da ordigni bellici

Valutazione del rischio derivante da ordigni bellici: ingegneri e coordinatori per la sicurezza emiliani a convegno a Bologna.

Corso Aggiornamento Coordinatore Della Sicurezza

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L’evento sulla valutazione del rischio derivante da ordigni bellici, organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dall’Ordine di Bologna, ha avuto luogo gli ultimi giorni di febbraio presso l’Auditorium “E.Biagi” – Sala Borsa di Palazzo d’Accursio.

Il D.Lgs. 81/08 introduce l’obbligo di valutazione dei rischi derivanti da ordigni bellici, legandone l’entrata in vigore a D.M.82/2015 che istituisce l’albo delle imprese bonificatrici.La risposta all’interpello n.14/2015 promosso dal CNI, ha definito per la prima volta quali sono gli attuali strumenti a disposizione del coordinatore della sicurezza per la valutazione dei rischi derivanti da ordigni bellici.

Tuttavia, lo scenario normativo conserva ancora alcuni punti interrogativi in merito alla definizione dei rapporti tra Committenza, RUP, ProgettistiCoordinatori per la sicurezzaImprese abilitate, Enti Autorizzativi.

Di tutto questo si è discusso in un convegno, “Valutazione del rischio derivante da ordigni bellici inesplosi: normativa, responsabilità e metodologie d’azione”, che ha avuto luogo gli ultimi giorni di Febbraio nel capoluogo Emiliano. L’evento organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dall’Ordine degli Ingegneri di Bologna si è avvalso dell’attività svolta dal Gruppo di Lavoro Sicurezza dello stesso CNI.

“L’obiettivo” ha spiegato Gaetano Fede, Consigliere del CNI e Coordinatore del Gruppo di lavoro Sicurezza “è stato quello di fornire un approfondimento non solo sull’attuale scenario normativo, ma soprattutto sui ruoli dei soggetti che provvedono alla valutazione dei rischi e alla successiva bonifica, sulle procedure formali e sulle modalità operative necessarie, sia in fase di valutazione e gestione della bonifica che in caso di eventuale rinvenimento di ordigni bellici all’interno di un cantiere temporaneo o mobile”.

L’evento, rivolto ai progettisti della sicurezza cantieri ed ai responsabili del procedimento/responsabili dei lavori, si è giovato del prezioso contributo dei rappresentanti di Professionisti, Istituzioni e Imprese specializzate.

Quanti sono gli ordigni bellici inesplosi oggi in Italia?

Seppure in Italia l’ultimo conflitto bellico risalga ormai a diversi decenni fa, il tema della valutazione dei rischi derivanti da ordigni bellici è ancora tristemente attuale.

Ogni anno infatti, secondo i dati del Ministero della Difesa, vengono rinvenuti sul territorio della Repubblica oltre 60.000 ordigni inesplosi. Ordigni inesplosi risalenti principalmente al periodo della seconda guerra mondiale, i quali solamente nel 2013 hanno causato 11 gravi ferimenti. Eclatante il caso risalente al marzo 2013, con il tragico ferimento di tre giovani a Novalesa, in provincia di Torino, in cui due di loro, Nicolas e Lorenzo, hanno perso la vista a causa dell’esplosione di un ordigno trovato in un campo.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.