La “ tassa sui condizionatori ”; bufala o verità?

Chi dovrà pagare la tanto discussa tassa sui condizionatori che negli ultimi giorni ha fatto impazzire il web ?

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È nato tutto da un articolo pubblicato sul quotidiano Libero, poche righe che hanno letteralmente fatto scatenare il web e diffondere la paura dell’approssimarsi di una nuova tassa sui condizionatori. Un “lancio d’agenzia” che ha fatto montare una polemica che, come spesso accade, si è riversata sui social media, dove migliaia di commentatori hanno rilanciato la notizia creando una sorta di effetto virale.

tassa sui condizionatori, ennesima batosta che si abbatte sui portafogli dei contribuenti, in arrivo un aggravio di circa 200 euro a famiglia”.

Affermazioni che hanno scatenato il caso, ma che si sono basate solamente su una mezza verità. Senza voler entrare nel merito politico di una polemica estiva, bisogna in primo luogo sottolineare che NON esiste nessuna nuova tassa sui condizionatori imposta dal Governo Renzi.

Ma allora qual è la verità?

La verità è semplice da individuare, la “ tassa sui condizionatori  “esiste, ma esiste sotto forma di controlli obbligatori dal giugno 2014. La normativa a cui ha fatto riferimento Libero, afferma che “ i condizionatori devono dotarsi di un libretto d’impianto come quello delle caldaie. Si tratta di un’estensione di quanto previsto dal DL 192/2005 che aveva istituto il “libretto d’impianto” per le caldaie, un obbligo che, sia per le caldaie che per condizionatori, deriva dal recepimento di normative europee, la 2002/91/CE e la 2010/31/UE” .

La normativa in questione quindi non istituisce una nuova tassa, ma impone controlli obbligatori solamente per i condizionatori di potenza superiore ai 12 kW. (12 kW, circa 41.000 Btu sono una “taglia” energetica che è raro trovare in un appartamento. Solitamente si ritrovano infatti in ambienti molto grandi, superiori ai 130 mq ndr )

Una polemica  che ha costretto anche il MiSE ad affermare che “allo stato attuale in Italia, non esiste nessuna tassa sui condizionatori. In merito alle notizie pubblicate su alcuni organi di stampa, precisiamo che la maggior parte dei condizionatori non ha l’obbligo del libretto di impianto e manutenzione in quanto non supera la potenza di 12 kW”

Il Ministero dello sviluppo economico ha poi dichiarato, per smorzare ulteriormente le polemiche,  che la normativa entrata in vigore a giugno 2014 “ è stata introdotta al fine di adeguarsi alle direttive europee per il miglioramento dell’efficienza energetica, e favorire risparmio economico e competitività”.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.