Come procedere alla riqualificazione urbana delle ex linee ferroviarie dismesse

Le aree TOD “Transit Oriented Development” fanno riferimento a una pratica, comune in America e Nord Europa, di riqualificazione urbana delle ex linee ferroviarie dismesse

Riuso Urbano

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Le aree TOD, da “Transit Oriented Development”, fanno riferimento a una pratica di riqualificazione urbana diffusa negli USA e, più limitatamente, nel Nord Europa finalizzata a riportare le stazioni ferroviarie e le ex linee ferroviarie dismesse al centro della vita delle città aiutandone la riscoperta come “luogo” di pregio e ad elevata attrattività grazie alla posizione, alla compattezza dell’insediamento e alla forte presenza di infrastrutture di interscambio modale orientate alla sostenibilità. Finalizzate alla riqualificazione urbana e immobiliare di stazioni esistenti o in progetto, le esperienze di Transit Oriented Development nel mondo dimostrano quasi sempre grande capacità di organizzare spazi pubblici commerciali, insediare attività socialmente rilevanti, recuperare patrimoni edilizi, richiamare investimento privato.

Secondo recenti studi la rete ferroviaria italiana gestita da RFI è attualmente composta complessivamente da circa 16.000 chilometri di linee a scartamento normale, di cui circa 10.000 chilometri elettrificati con corrente continua a 3 kV e per il 60% a binario unico.

La Regione con la linea ferroviaria più disagiata è sicuramente la Valle d’Aosta con soli 109 chilometri di ferrovie disponibili, interamente a binario unico e non elettrificate. La trazione Diesel è totale anche in Sardegna. Regione dove i recenti guasti e le recenti difficoltà di attivazione di un collegamento ferroviario veloce  tra Nord e Sud dell’Isola ha scatenato le polemiche e le ironie di buona parte della popolazione. Agli antipodi rispetto la Sardegna troviamo invece la Regione Lombardia che, con 1 650 chilometri di strada ferrata, ha le tratte più lunghe e, tuttavia, solo un 42% di ferrovie a binario doppio (in linea con la media nazionale).

Un parco di strade ferrate condito da circa 1700 stazioni e linee ferroviarie dismesse e abbandonate. Dei veri e propri NON LUOGHI in preda all’incuria e al degrado. Luoghi che nelle città italiane occupano spesso zone centrali e di pregio, immobili che al loro interno ricordano però scenari da guerra batteriologica. Sommerse dalle erbacce e dai rifiuti le linee ferroviarie dismesse italiane sono da mesi al centro di un infinita querelle tra il proprietario unico nazionale (rete ferroviaria italiana) e i comuni e i cittadini riuniti spesso in comitati spontanei interessati a rientrare in possesso delle aree.

Ma cerchiamo di analizzare il problema da un punto di vista più tecnico. Soprattutto per quanto riguarda le reali e legali possibilità esistenti di riqualificazione urbana delle linee ferroviarie dismesse.

Le Ferrovie dello Stato, oramai dal Settembre 2015, hanno deciso di cedere in comodato d’uso gratuito (per l’acquirente che si prende cura dei locali ceduti in comodato, l’affitto è infatti a costo zero) centinaia di piccole stazioni ferroviarie in disuso. Il sito ufficiale di Trenitalia parla di più di “1700 stazioni e di linee ferroviarie dismesse. Il valore degli immobili finora dati in concessione ammonta a circa 120 milioni di euro.

Quale procedura bisogna seguire per richiedere l’uso in comodato gratuito di una stazione o di una linea ferroviaria dismessa?

Le richieste di comodato d’uso gratuito di spazi di proprietà di RFI possono essere avanzate esclusivamente da Enti locali (Province, Comuni, Unioni di Comuni) o da associazioni che operano nel settore sociale, sono infatti proprio le associazioni culturali e sociali le vere destinatarie dell’iniziativa di riqualificazione urbana targata RFI. Gli spazi vengono resi disponibili solo a seguito della presentazione di un progetto finalizzato ad offrire al territorio servizi di utilità sociale senza scopo di lucro. Più tecnicamente i contratti di comodato di cui qui si parla prevedono una durata di 4 anni e l’impegno da parte dell’ente comodatario di realizzare nell’immobile interventi di riqualificazione e/o manutenzioni di diversa tipologia.

Una volta elaborato il progetto (il consiglio è quello di affidarsi ad una seria società di progettazione che possa analizzare tutti gli aspetti di una riqualificazione urbana di questo tipo) le associazioni (N.B nei documenti non si parla in nessun caso di comitati spontanei facendo quasi intendere l’obbligo di costituirsi legalmente in associazione)  dovranno sottoporre il proprio progetto di riqualificazione e riuso urbano ai Comuni in cui è ubicato lo spazio RFI cui sono interessati o alle Associazioni nazionali con cui ad oggi il Gruppo FS Italiane abbia già attivato Protocolli di Intesa per lo sviluppo dei comodati ad uso sociale (per maggiori informazioni è possibile esaminare i siti web di Legambiente, Associazione Italiana Turismo Responsabile, CSVnet, Lega Coop Sociali). Solo successivamente il progetto potrà essere sottoposto alle Direzioni Territoriali RFI competenti per l’area di interesse.

Le richieste dovranno essere presentate insieme alla puntuale pianificazione e descrizione del progetto che si intende realizzare. La descrizione del progetto dovrà necessariamente seguire un rigido protocollo, i cui punti fondamentali sono:

  • una breve presentazione dell’ente che avanza la richiesta;

  • una descrizione del progetto e delle sue finalità sociali;

  • una descrizione degli eventuali partner coinvolti nel progetto (istituzioni, enti locali, imprese, fondazioni);

  • un analisi dei benefici e delle ricadute del progetto sul territorio in termini sociali, ambientali, occupazionali, culturali;

  • un’ubicazione dello spazio per il quale si fa la richiesta (stazione o altre aree);

  • un approfondita analisi dei costi complessivi del progetto con valutazione degli interventi necessari a rendere lo spazio richiesto idoneo all’iniziativa;

  • un elenco delle risorse finanziarie previste e dedicate alla realizzazione del progetto per tutta la durata del contratto di comodato;

  • le tempistiche del progetto.

Il progetto presentato sarà valutato dalla Società d’intesa con la struttura della Capogruppo Ferrovie dello Stato Italiane competente per i rapporti con le Associazioni e le politiche sociali del Gruppo. All’interno del procedimento di valutazione sarà data ampia rilevanza ed attenzione alle qualità della partnership e del piano finanziario a sostegno delle iniziative.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.