La situazione dei liberi professionisti in Italia, dalle parole di Luigi Ronsivalle

Intervista all’ingegnere Lugi Ronsivalle, presidente del centro studi CNI, sulla condizione attuale dei liberi professionisti in Italia.

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Luigi Ronsivalle è nato a Paternò in Sicilia  il primo giugno 1948, Laureatosi in Ingegneria Civile Edile ad indirizzo strutturistico, presso il Politecnico di Milano nell’anno accademico 1972/73, nello stesso anno ha conseguito l’Abilitazione all’esercizio della professione di Ingegnere. Ha progettato e diretto e collaudato numerosi lavori nell’ambito delle costruzioni civili, prevalentemente nel settore delle opere pubbliche, dell’edilizia residenziale ed economico-popolare, delle infrastrutture, nonché in campo strutturale ed urbanistico, e oggi, anche grazie al ruolo pruvileggiato che ricopre come presidente del centro studi CNI, un esperto sulla situazione dei liberi professionisti in Italia.

Luigi Ronsivalle, nel corso della sua lugna carriera professioanale ha ricoperto diversi ruoli e incarichi: presidente dell’Associazione Lodigiana Ingegneri dal 1988 al 1991, membro del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano dal 1992 al 1995, presidente dell’Ordine Ingegneri della Provincia di Lodi dal 1995 al 2006, membro del Consiglio Nazionale degli Ingegneri presso il Ministero della Giustizia dall’aprile 2006 al giugno 2007, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lodi dal 2009 al 2013, membro di diritto della Consulta regionale degli Ordini degli Ingegneri della Lombardia nella quale ha fatto parte e coordinato numerose commissioni tecniche, presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine degli Ingegneri di Lodi, presidente del Centro Studi Del Consiglio Nazionale degli Ingegneri in Roma, membro del Consiglio direttivo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, vice presidente di Investimenti Solidali S.P.A. con sede in Codogno (LO)

Dottor Ronsivalle, come vede la condizione attuale dei liberi professionisti in Italia, in particolare per quanto riguarda gli ingegneri?

Purtroppo la libera professione pare essere attanagliata da una crisi irreversibile, tanto più grave in quanto diventa sempre meno ambita e praticata dalle nuove generazioni di ingegneri.

Ingegner Luigi Ronsivalle, a suo modo di vedere, quali possono essere le ragioni di questa crisi che ha investito il mondo dei liberi professionisti in Italia ?

Le ragioni sono legate ad una molteplicità di fattori. Si va dalle radicali trasformazioni avvenute nel mercato dei servizi di ingegneria ( spesso legate ad una abnorme e non sempre coerente produzione legislativa ndr ) , alla crescente pressione competitiva per passare alla contrazione della domanda interna sia in ambito pubblico che privato, dovuta ad una crisi ormai decennale.

Gli ingegneri subiscono inoltre anche una crisi di efficienza operativa, la competenza tecnica non è più sufficiente per affrontare le sfide del mercato, occorre anche una visione manageriale del proprio lavoro. La capacità di svolgere in modo adeguato l’attività professionale non può più essere disgiunta da quella di acquisire commesse, di razionalizzare il lavoro anche in funzione del contenimento dei costi e del mantenimento di standard di qualità elevati. Il professionista in Italia deve anche fare i conti con una committenza non sempre matura e competente. Pertanto l’efficientamento della propria organizzazione professionale potrebbe non trovare adeguato apprezzamento nel mercato, se non nei grandi appalti o nelle commesse di elevato valore tecnico-economico. Il privato cittadino tende ancora a rivolgersi al piccolo professionista locale con il quale ritiene di poter intraprendere un rapporto più confidenziale e ottenere il minor prezzo,  spesso senza curarsi della qualità del servizio offerto. Si è dibattuti pertanto fra la necessità di ampliare la propria organizzazione per aumentarne la competitività e il raggio di azione e la tendenza a rimanere piccoli in quanto il processo di crescita professionale può comportare difficoltà non superabili in termini di risorse finanziarie necessarie e di rigidità di gestione”.

Quale potrebbe essere una soluzione a questo stato di cose ?

Una soluzione potrebbe essere rappresentata da contratti di rete analoghi a quelli esistenti e contemplati nella legislazione italiana per le piccole  e medie imprese.

Attraverso questo tipo di contratti di rete si potrebbero migliorare la competitività, aumentare l’efficienza, e cosa non trascurabile diminuire i costi di gestione, potendo puntare poi a raggiungere un più vasto numero di possibili clienti sfruttando diverse competenze specialistiche, accedere a grandi commesse, senza necessariamente rinunciare alle piccole.

La legislazione italiana disciplina i contratti di rete per le PMI, a partire dal D.L. 5/2009, fino al DL 179/2012, e contempla una serie di agevolazioni, dai quali i liberi professionisti sono purtroppo esclusi.

E infatti i liberi professionisti in Italia (ingegneri, architetti, geometri etc ndr ) lamentano di essere completamente trascurati dalle iniziative del Governo.

Esatto, proprio così. Fra i vari fattori che contribuiscono alla crisi delle professioni dobbiamo annoverare qualcosa di più di una semplice distrazione del legislatore. Si potrebbe arrivare a definirla quasi un’avversione dello stesso nei confronti di quella che dovrebbe essere riconosciuta come una importantissima leva del sapere e della crescita economica del Paese. Possiamo solo sperare che prima o poi si registri un’inversione di tendenza e che qualcuno si accorga di cosa e quanto si stia sprecando.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.