Jobs act e nuovi contratti

Contratto a tutele crescenti, eliminazione cocopro, salario orario minimo, taglio del cuneo e riduzione IRAP: critiche e proposte di Confcommercio a Jobs Act e nuovi contratti.

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Sì a nuove forme di flessibilità, avanti con la riduzione del cuneo fiscale, no all’eliminazione dei contratti a collaborazione e al salario orario minimo: sono solo alcune delle osservazioni e delle proposte di Confcommercio sul Jobs act.

L’analisi di Confcommercio parte dall’esigenza di individuare «idonei strumenti di sostegno alla terziarizzazione dell’economia italiana.

Seguono una serie di considerazioni critiche riferite specificamente al Jobs Act:

nuovi istituti contrattuali come il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti «non possono incorporare/sostituire quelle tipologie contrattuali flessibili, che hanno consentito nell’ultimo decennio di restituire qualità concorrenziale e vitalità occupazionale a comparti strategici per il nostro Paese .

Mentre i correttivi sulla flessibilità in uscita «dovrebbero garantire una maggiore certezza del diritto e delle regole a tutti gli operatori» e «una riduzione dei tempi delle controversie giudiziarie e semplificazione delle procedure». Confcommercio teme che l’indennizzo economico previsto per il licenziamento illegittimo «assuma dimensioni tali da  risultare ancora una volta sproporzionato rispetto al panorama internazionale».

Altro punto su cui Confcommercio dissente è l’introduzione prevista dal Jobs Act del salario orario minimo. Si tratta di un istituto presente «nei paesi caratterizzati dall’assenza di contrattazione collettiva nazionale o da sistemi di contrattazione collettiva non in grado di garantire una distribuzione salariale minima ed al contempo omogenea per tutto il territorio», cosa che non avviene in Italia dove «la determinazione della retribuzione del lavoro subordinato è da sempre affidata alla contrattazione collettiva nazionale di categoria».

In pratica, il compenso orario minimo previsto dal Jobs Act, anche se limitato a settori non coperti dalla contrattazione collettiva, «porterebbe con sé un elevato rischio di alterazione, in via indiretta, degli equilibri economici individuati dai contratti collettivi nazionali».

Particolarmente critica è la disamina relativa al costo del lavoro:

gli incentivi alle assunzioni previsti dal Jobs Act possono portare risultati positivi nel breve periodo ma non sono una soluzione strutturale. Meglio, secondo Confcommercio, confermare la riduzione strutturale dell’IRAP, con un correttivo che garantisca benefici per tutte le imprese.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.