Ingegneria Edile ed Architettura: come muore un corso di laurea, lo strano caso del PoliBA

Il corso di laurea in Ingegneria Edile ed Architettura del Politecnico di Bari è stato chiuso. Le proteste degli studenti, la risposta del Rettore.

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Ingegneria Edile ed Architettura: come muore un corso di laurea. “ La situazione che si è verificata” denunciano a mezzo Facebook gli studenti riuniti nella sigla Link Politecnico “ è ai limiti del surreale ed ha lasciato tutti noi esterrefatti”. La situazione definita dagli studenti del Politecnico di Bari come surreale riguarda la chiusura del corso di laurea di Ingegneria Edile ed Architettura, chiusura che è stata decisa l’8 marzo scorso dal Senato Accademico con la piena maggioranza dei componenti del massimo organo del Politecnico di Bari.

“In questi ultimi due anni” continuano nella loro accusa gli studenti di Link Politecnico “in centinaia di riunioni e assemblee tra studenti, rappresentanti e docenti di vario ordine e grado si è discusso del Corso di Laurea in Ingegneria Edile ed Architettura. Si è sempre ritenuto che la sofferenza fosse dovuta a vari fattori ma che il corso rappresentasse un importante risorsa del nostro Ateneo. Si è discusso ogni dettaglio di come riformarlo, ripensarlo, renderlo più. Ogni soluzione avvallata ha tuttavia incontrato moltissime resistenze e pertanto ha sempre continuato a perdurare uno stato di asfissia generalizzato. Con l’elezione del nuovo Direttore di Dipartimento Prof. Giorgio Rocco” spiegano gli studenti “e l’instaurarsi del nuovo coordinatore del corso di laurea Prof. Pietro Stefanizzi pensavamo che la situazione potesse finalmente risolversi nell’ottica di quella collaborazione e interazione tra settori scientifico disciplinari che un corso di laurea in Ingegneria Edile e Architettura deve avere e come il nome stesso suggerisce. Ci avvicinavamo a questi ultimi mesi dell’anno accademico con cauto ottimismo preoccupati dal solo fatto che nonostante tutte le papabili soluzioni emerse in questi anni nessuna fosse mai stata percorsa”.

Quella che muovono gli studenti è un accusa di immobilismo, un accusa che nel profondo Sud dell’Italia risulta essere un accusa spesso ripetuta. Ma cosa ha portato il Politecnico di Bari e la Puglia in generale a prendere quella che, almeno apparentemente, sembrerebbe una decisione suicida?

Perche nella Silicon Valley italiana si è deciso di far morire il corso di laurea in Ingegneria Edile e Architettura?

“Gli studenti” ha affermato il rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio “sono totalmente garantiti, dal primo all’ultimo. Se noi dobbiamo offrire ai nostri studenti una preparazione di qualità dobbiamo fare anche delle scelte, quando, come in questo caso, vi sono risorse limitate. Bisogna tenere conto che esiste un corso di laurea in Architettura nella stessa classe magistrale di quello disattivato, oltre, ovviamente a Ingegneria edile e sistemi edilizi. Pur con rammarico per la decisione, dobbiamo riconoscere che l’offerta didattica del Politecnico resta sostanzialmente invariata”.

Nell’ultimo anno i nuovi iscritti del corso erano scesi a 46, meno della metà dei 150 posti disponibili, assegnati tramite un test nazionale in cui serve superare anche una soglia minima per essere ammessi, motivo in più che ha forse dirottato gli studenti verso altre materie, in un’ottica complessiva di aumento delle immatricolazioni del 16% registrato nel 2015.

“Non potremmo mai fare una programmazione contro i nostri studenti, ma non ci si può innamorare del proprio corso. I tempi cambiano e ce ne dobbiamo accorgere tutti. Produrre laureati non è difficile, professionisti che lavorano è invece più complesso”. Per un corso che va via ce n’è uno nuovo in arrivo: dall’anno prossimo, infatti, sarà possibile iscriversi per conseguire la Laurea in Ingegneria dei Sistemi medicali. Segno, forse, della crisi dell’edilizia e dell’evoluzione del mercato occupazionale“.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.