Dal 2021 arrivano gli “ingegneri tecnici”, periti industriali laureati

Dal 2021 occorrerà una laurea triennale per iscriversi all’albo dei periti industriali laureati, i quali potrebbero assumere in futuro la denominazione di ingegneri tecnici.

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Dal 2021 arrivano gli “ingegneri tecnici”: i periti industriali laureati, ad affermarlo Giampiero Giovannetti, presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali (Cnpi), il cui albo vede oggi 42mila iscritti, di cui un terzo operanti come liberi professionisti, e due terzi come dipendenti.

37 specializzazioni, che vanno dalla meccanica all’informatica, dall’elettrotecnica all’edilizia, passando per tessile e agroalimentare … l’attività attuale, secondo un’indagine del Cnpi, si basa prevalentemente sulla progettazione, che viene svolta dal 56 per cento degli iscritti, seguita dalle attività di direzione dei lavori (34 per cento degli iscritti), di consulenza (33 per cento), di collaudo (25 per cento), di emissione delle certificazioni (21 per cento).

Il principale settore di intervento è quello industriale ad indirizzo elettrico (42 per cento degli iscritti), seguito da quello civile e ambientale (15 per cento) e dall’industriale ad indirizzo meccanico (17 per cento).

“Fino agli anni ’80 del secolo scorso” piega Giovannetti “i periti industriali liberi professionisti si occupavano di edilizia, in particolare di progettazione di impianti, mentre i dipendenti erano impiegati come capireparto nelle fabbriche, oltre che in uffici tecnici che elaboravano progetti. Negli anni ‘90 invece, con l’evoluzione della normativa in materia di sicurezza, che prevedeva anche l’obbligo di certificazioni di conformità, l’attività libero-professionale del perito ha ricevuto un grande impulso, essendo richiesto per la progettazione di impianti termici ed elettrici e per l’emanazione della relativa certificazione, e questo sia per le abitazioni, sia per gli immobili industriali. Nel settore del lavoro dipendente i periti si sono occupati soprattutto di design industriale, circostanza che ha contribuito al successo dei prodotti Made in Italy nel mondo. Negli anni a noi più vicini molti periti hanno trovato lavoro nelle pubbliche amministrazioni, in particolare Asl ed enti locali, che hanno richiesto come requisito per l’assunzione l’iscrizione all’albo dei periti, soprattutto per svolgere attività tecniche e di controllo dell’adeguatezza di impianti, delle condizioni di sicurezza dei lavoratori e dei prodotti alimentari”.

Quanto guadagnano oggi i periti industriali?

Il volume d’affari degli iscritti all’albo si è attestato negli ultimi tempi sui 45mila euro lordi all’anno, per un netto intorno ai 30mila. Va detto che gli iscritti all’albo sono appena il 2 per cento del totale, visto che, secondo i dati forniti dal Cnpi, sui 50mila periti che si diplomano ogni anno, solo 1.000 si iscrivono all’albo.

“L’eliminazione delle tariffe minime” ha affermato Giampiero Giovannetti “ha sicuramente contribuito ad una stagnazione dei redditi, e se da una parte un’aumentata concorrenza può essere considerata positivamente, dall’altra è innegabile che ha causato in alcuni casi un peggioramento della prestazione, tanto che, accanto all’auspicata previsione di un meccanismo di equo compenso, riteniamo utile anche l’introduzione di norme tecniche, magari emanate dall’Uni, che consentano di assicurare livelli qualitativi adeguati all’attività del perito”.

Quale futuro per i periti industriali laureati?

“Sono tre i settori in cui probabilmente ci saranno significativi spazi occupazionali. Il primo è l’informatica. Nonostante la recente crisi, l’informatizzazione dei processi produttivi previsti da Industria 4.0 richiederà una notevole attività, che i periti potranno fornire. Un altro ambito importante è il recupero energetico degli edifici, residenziali e produttivi, dove con opportuni interventi negli impianti di climatizzazione ed elettrici, così come nei rivestimenti degli immobili, è possibile conseguire risparmi anche del 20 per cento. Un terzo settore è il design industriale, per il quale i periti continueranno ad essere chiamati per la progettazione dei prodotti, in particolare per l’aspetto esterno”.

Il passaggio da periti industriali diplomati e periti industriali laureati!

Fino al 28 maggio 2021 può bastare il diploma di un istituto tecnico industriale, dopo occorrerà una laurea triennale in ingegneria, o chimica, o geologia, o design industriale, oltre ad un praticantato di sei mesi, ed un esame di abilitazione in una delle specializzazioni dell’albo.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.