Il sindacato nazionale di ingegneri e architetti chiede al premier più tutela per le libere professioni

Lettera aperta del sindacato nazionale di ingegneri e architetti al premier Matteo Renzi: nessuna ripresa senza le libere professioni

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Il sindacato nazionale di ingegneri e architetti ha scritto una lettera diretta al premier italiano Matteo Renzi. Il motivo? Invitare il Presidente del Consiglio a fare un salto di qualità sulle politiche per le libere professioni e manifestare tutti i dubbi che le categorie professionali tecniche riscontrano sul Jobs Act per gli autonomi.

Drastica riduzione della burocrazia; stop al doppio lavoro per i dipendenti pubblici; meno discrezionalità nella valutazione delle gare pubbliche; ampliare la platea dei soggetti che partecipano alle gare di servizi di architettura e di ingegneria; incentivi per le aggregazioni professionali; onorari decorosi per i Consulenti tecnici d’ufficio; tagliando alla riforma delle professioni; rigenerazione “smart” degli edifici pubblici e privati.

Sono questi gli otto punti indicati da Inarsind, il sindacato nazionale di ingegneri e architetti, in una lettera aperta al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per «rafforzare le libere professioni e spingere il Paese sulla strada della crescita economica e sociale accompagnati da alcune perplessità sul recente Job act per il lavoro autonomo.

Rispetto al passato, il Governo Renzi rappresenta “un’inversione di tendenza”, che solo da recente ha saputo mostrare un “effettivo interesse verso le libere professioni”, sottolinea Inarsind, citando la Legge di stabilità, la delega sui lavori pubblici e il Jobs Act per il lavoro autonomo. Si tratta di provvedimenti che vanno certamente nella giusta direzione, ma se l’obiettivo dichiarato è quello di “ridare fiato al grande patrimonio di capacità tecniche e conoscenze che rappresentano le libere professioni”, occorre rimuovere “i vincoli strutturali che bloccano i professionisti, ancor più della stessa congiuntura economica”.

Nella lettera aperta di Inarsind indirizzata al presidente del Consiglio e ai ministri della Giustizia, delle infrastrutture, della Semplificazione, dello Sviluppo economico e del Lavoro, il sindacato nazionale degli ingegneri e architetti non chiede bonus o leggi protettive, ma reclama “una concorrenza leale” e non drogata da chi già svolge un lavoro presso la pubblica amministrazione o dai docenti di ogni ordine e grado, che sottraggono ampie fette di mercato ai liberi professionisti e ne impediscono l’accesso a migliaia di giovani.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.