Jobs Act Autonomi: tutti gli emendamenti in discussione in queste ore al Senato

La mole di proposte emendative al disegno di legge AS 2233, Jobs Act Autonomi, è tale da non aver ancora consentito di concluderne la discussione

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Jobs Act Autonomi. Oltre alle proposte emendative di Confprofessioni, la Commissione Lavoro del Senato è alle prese con numerosi emendamenti e ordini del giorno. Previdenza, spese e compensi professionali, Irap i temi più discussi

Accanto alle proposte presentate da Confprofessioni (deducibilità dei contributi versati per l’assistenza sanitaria integrativa, estensione del contratto di rete ai liberi professionisti e apertura alle società di capitale tra professionisti, leggi la notizia), una vera e propria pioggia di emendamenti si sta riversando sul ddl del lavoro autonomo all’esame della Commissione Lavoro del Senato.

La mole di proposte emendative al disegno di legge AS 2233, Jobs Act Autonomi, è tale da non aver ancora consentito di concluderne la discussione, come auspicato dal presidente e relatore al provvedimento, Maurizio Sacconi. Si attendono ora le repliche del Governo e del relatore stesso, quindi le votazioni, su ordini del giorno ed emendamenti che spaziano dalla previdenza alle spese professionali deducibili, dall’Irap al compenso professionale, dai crediti formativi alla certificazione delle competenze. Eccoli presentati punto per punto.

Gestione separata Inps. I senatori Catalfo e Puglia hanno presentato un ordine del giorno per impegnare il Governo a “pervenire ad una progressiva riduzione al 24% dell’aliquota contributiva attualmente prevista dalla normativa vigente per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata presso l’lnps al fine di equiparare la contribuzione di tali lavoratori a quella di tutti gli altri lavoratori autonomi”. E inoltre: a “incentivare la contribuzione volontaria permettendo ai lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata presso l’lnps di effettuare versamenti maggiorati, entro i limiti previsti dai massimali”.

Accorpamento delle casse. “In Italia a fronte di una previdenza obbligatoria pubblica, gestita da un unico istituto, che garantisce circa 23 milioni di cittadini, ve ne è una privatizzata, suddivisa in 20 casse, per complessivi 1.648.000 professionisti iscritti obbligatoriamente alle rispettive casse di pertinenza”. Cataldo e Puglia hanno firmato un ordine del giorno per chiedere di accorpare “le 20 casse alle quali lo Stato delega la gestione dei lavoratori autonomi e che, tutte assieme, rappresentano un patrimonio di oltre 61 miliardi di euro, hanno differenti regole, differenti consigli di amministrazione, differenti investitori, differenti consulenti, differenti attuari, notevoli differenze degli emolumenti percepiti dagli amministratori delle casse stesse”. L’impegno per il Governo è di “definire comuni regole organizzative e finanziarie per le casse previdenziali attualmente esistenti al fine di superare le attuali difformità organizzative e uniformare per tutti i cittadini il rendimento finale delle prestazioni pensionistiche”. E inoltre, di “prevedere la trasformazione delle casse previdenziali in enti pubblici non economici e la graduale trasformazione ed accorpamento delle stesse in unico soggetto previdenziale, con previsione di una apposita disciplina di attuazione, determinante tipologia degli organismi di amministrazione e controllo nonché specifica parametrazione dei compensi retributivi degli incarichi di governo e dirigenza dell’ente”.

Più certezze sul diritto alla riscossione dei compensi. Il Jobs Act Autonomi riconosce la difficoltà di molti professionisti ad incassare il compenso pattuito e introduce forme di garanzia (polizza) contro il rischio di insolvenza dei clienti. Il testo prevede la deducibilità integrale «degli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà». Per rafforzare le tutele, il senatore Sergio Divina ha presentato un ordine del giorno, ritenendo che la deducibilità, sia pure integrale, “non riconosce un diritto della certezza del pagamento, ma piuttosto costringe il lavoratore autonomo e/o libero professionista a sostenere spese aggiuntive a quelle legate all’attività per lavorare in tranquillità”. Di conseguenza, chiede al Governo di “prevedere, nelle more di attuazione del provvedimento, forme di garanzia della certezza dei pagamenti che non comportino esborsi in capo al lavoratore autonomo e/o libero professionista”.

Deducibili anche le spese di viaggio e soggiorno per l’aggiornamento professionale. Durante la discussione in Commissione, il senatore Angioni ha presentato in Commissione l’emendamento 5.10, che consente la deducibilità, accanto alle spese di iscrizione a convegni e congressi, anche di quelle di viaggio e di soggiorno, seppur in una misura limitata.

Responsabilità professionale. Alcune proposte di emendamento al Jobs Act Autonomi introducono la prescrizione per l’esercizio dell’azione di risarcimento del danno: il diritto al risarcimento del danno derivante da responsabilità contrattuale del professionista, nelle sole ipotesi di danni lungo latenti, si prescrive in cinque anni dal giorno in cui l’evento dannoso si è manifestato».

Compenso manifestamente sproporzionato. Si propone di integrare l’articolo 2233 del Codice Civile rendendo ‘nullo qualsiasi patto nel quale il compenso sia manifestamente sproporzionato all’opera prestata”. Si presume manifestamente sproporzionata “la pattuizione di un compenso inferiore rispetto ai parametri ministeriali applicabili alle professioni regolamentate nel sistema ordinistico o ai sensi dell’articolo 13 comma 6 della legge n. 247 del 2012 per la determinazione del compenso del professionista nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale”.

Nullo il divieto di chiedere acconti. Prevista inoltre la nullità di “qualsiasi pattuizione che vieti al lavoratore autonomo ed al professionista di pretendere acconti nel corso della prestazione o che imponga loro l’anticipazione di spese per conto del cliente o ogni altra pattuizione che attribuisca alla parte verso cui il lavoratore autonomo o il professionista si obbligano vantaggi sproporzionati o impongano ingiustificati sacrifici rispetto alla quantità e la qualità del lavoro svolto o del servizio reso”.

Irap e studi di settore. A firma del relatore del DDL 2233, Maurizio Sacconi, è stata presentata la proposta di articolo aggiuntivo “Delega al Governo in materia di revisione dell’imposizione sui redditi di lavoro autonomo”. Il Governo viene delegato ad emanare , entro il 31 dicembre 2016, “le norme per la ridefinizione dell’imposizione sui redditi di lavoro autonomo, tenendo conto del principio di cassa e di inerenza delle spese, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) definizione di autonoma organizzazione, sulla base di criteri oggettivi conformi ai più consolidati principi desumibili dalla fonte giurisprudenziale, ai fini della non assoggettabilità dei professionisti e degli artisti all’imposta regionale sulle attività produttive ( Irap); b) revisione degli studi di settore anche mediante la semplificazione degli adempimenti e con la previsione dell’eventuale esclusione per le tipologie di reddito di lavoro autonomo per le quali gli studi stessi non consentono un’adeguata rappresentazione dell’attività».

Semplificazione della normativa di salute e sicurezza degli studi professionali. Sempre a firma del relatore, una proposta di articolo aggiuntivo delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi “per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali”.

Confidi. Il senatore Pagano ha firmato una proposta di articolo aggiuntivo per “migliorare l’accesso dei liberi professionisti al sistema di garanzie collettive rilasciato dai consorzi fidi”, delegando il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi, abilitando gli enti di previdenza di diritto privato, anche in forma associata, ” ad utilizzare i maggiori risparmi di gestione, le contribuzioni integrative e i maggiori rendimenti degli investimenti per sostenere l’attività dei consorzi fidi costituiti dalle organizzazioni del mondo professionale, attraverso contributi e garanzie non finalizzati a singole operazioni”.

Certificazione delle competenze nell’ambito delle libere professioni. Sempre a firma di Pagano, si propone l’inserimento di un articolo aggiuntivo che permette agli Ordini professionali, previo parere vincolante del Ministero vigilante, di “certificare specifiche competenze acquisite in modo formale o informale nell’ambito delle rispettive professioni ordinistiche. L’accesso al percorso di certificazione delle competenze è libero, volontario e non comporta riserva di attività nei confronti dei soggetti che ottengono il rilascio della certificazione da parte degli Ordini o Collegi Professionali di appartenenza. I Consigli Nazionali degli Ordini e Collegi professionali possono a tal fine stipulare convenzioni con Università, fondazioni e strutture scientifiche di comprovata esperienza”. Anche le associazioni delle  professioni non regolamentate- purchè incluse nell’elenco di cui all’articolo 2, comma 7 della legge 14 gennaio 2013, n. 4 “possono certificare specifiche competenze acquisite in modo formale o informale nell’ambito delle rispettive professioni associate. L’accesso al percorso di certificazione delle competenze è libero, volontario e non comporta riserva di attività nei confronti dei soggetti che ottengono il rilascio della certificazione”.

Corsi Crediti Architetti
Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.