Gli amministratori di condominio lanciano un allarme sociale

L’associazione degli amministratori di condominio fotografa una situazione socio economica drammatica: un condomino su tre non paga

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Nelle grandi città un condòmino su tre è in ritardo nei pagamenti, crescono gli indebitamenti, saltano i servizi essenziali, si creano delle “bolle” di crediti difficili da recuperare, gli amministratori di condominio delle volte al centro di scandali si trovano per lo più in balia di situazioni particolarmente complesse.

A lanciare l’allarme è il dottor Paolo Caprasecca, presidente dell’associazione degli amministratori di condominio professionisti, che ha diffuso nei giorni scorsi dati allarmanti.

A Roma un proprietario su cinque non paga le rate, una percentuale che negli ultimi sei mesi è aumentata di circa il 20%, portando i cittadini della capitale, interessati alla questione, ad accumulare un debito di circa 800 euro.

Ma se Roma piange, Milano non ride, anzi.

Nella capitale del nord risulta essere moroso un condòmino su cinque, con debiti in questo caso che arrivano fino a 2.000 euro.

Preoccupante anche la situazione di Bologna, Firenze e Ravenna, dove gli studi effettuati dall’associazione degli amministratori di condominio, hanno registrato debiti di circa 500 euro a testa. Percentuale che sale a Catania e Napoli, dove il 35% dei condòmini accumula rate su rate non pagate.

Gli amministratori di condominio professionisti, ospitati nei giorni scorsi sule pagine del quotidiano economico Il Sole 24 Ore, appaiono rassegnati

“Si chiudono bilanci con situazioni patrimoniali caratterizzate da forti debiti. I fornitori non vedono saldate le fatture di servizi già effettuati e non riescono ad ottenere il credito. Come Anap non posso che chiedere una maggiore tutela nei confronti di amministratori, sicuramente a rischio rappresentando spesso il primo interfaccia tra cittadino e proprietario ndr, e cittadini.

Gli amministratori di condominio affermano di essere costretti  a “lavorare in equilibrio, mediando tra i fornitori che lamentano pagamenti a 90, addirittura 180 giorni e i cittadini che realmente non riescono ad andare avanti”

«Le difficoltà maggiori” ha dichiarato Caprasecca “si riscontrano nei riguardi delle forniture di acqua, gas ed energia elettrica per le quali le società erogatrici applicano in maniera quasi immediata e unilaterale la sospensione del servizio in caso di mancato pagamento delle fatture».

Una situazione che alcuni, tra gli amministratori di condominio intervistati, arrivano addirittura a definire come quasi esplosiva.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.