Milano sia capitale della formazione professionale per i giovani ingegneri europei

“Milano diventi la capitale europea della formazione professionale per i giovani ingegneri, una formazione industriale manifatturiera per i giovani d’Europa che vogliono lavorare nel mondo affascinante dell’industria di domani”

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“Milano diventi la capitale europea della formazione professionale per i giovani ingegneri, una formazione industriale manifatturiera per i giovani d’Europa che vogliono lavorare nel mondo affascinante dell’industria di domani”: lo ha chiesto Giuliano Busetto, presidente di ANIE, nel corso della Assemblea annuale della Federazione che rappresenta in Confindustria le imprese altamente tecnologiche dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica e i general contractor industriali.

“Già oggi Milano” ha detto Busetto “è la seconda meta scelta in Europa dagli studenti in Erasmus, dopo Barcellona. Sempre di più, per l’accoglienza che offre, per l’ottima collaborazione tra pubblico e privato, per la partnership già fruttuosa tra Università e impresa, per lo sguardo aperto al futuro, può diventare la capitale europea per la formazione professionale dei giovani ingegneri per riposizionare l’Italia al centro dell’industria manifatturiera europea”.

Il Presidente ANIE ha sottolineato che Milano è centro nevralgico della terra manifatturiera per definizione, la Lombardia, una delle più importanti d’Europa, con un tessuto produttivo ricco e un forte know how di competenza tecnologica. La scelta di qualche giorno fa di rendere il World Manufacturing Forum un organismo permanente, che dal 2018 si svolgerà stabilmente in Lombardia è un ottimo segnale che spinge nella direzione auspicata da ANIE.

Le previsioni della Comunità Europea al 2020 stimano una crescita costante di posti di lavoro nel settore Ict, mediamente, di oltre 100mila all’anno. La domanda potenziale nel settore Ict in Europa potrebbe essere di quasi 9 milioni di nuovi posti di lavoro, ma molti rimarranno vacanti perché le aziende non troveranno candidati con preparazione adeguata e rispondente alle loro necessità.

“Non sono a mio avviso credibili gli scenari apocalittici di chi prevede una sostituzione tout court dell’uomo con la macchina, ha spiegato ancora il Presidente ANIE. La spinta verso lo sviluppo è inarrestabile e in certe fasi della storia accelera. Inevitabilmente la rapidità dei cambiamenti porta con sé qualche timore, ma penso che non dobbiamo mai temere l’evoluzione della tecnologia che, al contrario, nella storia ha sempre portato grandi benefici economici e sociali. Credo piuttosto che ci sarà una valorizzazione dell’uomo, che abbandonerà le operazioni manuali ripetitive per passare ad attività più ricche di conoscenza e più sfidanti. Esisteranno lavori molto diversi rispetto a quelli che conosciamo e che in alcuni casi non riusciamo ancora ad immaginare, se è vero, come stima il World Economic Forum, che il 65% dei bambini che iniziano ad andare a scuola in questi anni faranno un lavoro che oggi non esiste”.

In questo contesto di grandi opportunità e cambiamento, ANIE Confindustria, la casa delle tecnologie Italiane, si fa portavoce della necessità crescente di una formazione professionale ingegneri adeguata, in grado di creare nuovi professionisti capaci di rispondere alle mutate richieste del mercato del lavoro, superando così, definitivamente, il digital mismatch per il quale il know how delle persone in cerca di lavoro non comprende le competenze tecnologiche e digitali necessarie alle aziende di oggi.

“Dobbiamo supportare una formazione professionale ingegneri che sia tecnica e multidisciplinare perché le fabbriche del futuro saranno sempre più luoghi in cui si interfacciano sistemi tecnologici differenti” ha sottolineato Busetto “dobbiamo sviluppare menti aperte al cambiamento e far coltivare ai nostri giovani quelle soft skills che li renderanno sempre più bravi e capaci in contesti differenti e mutevoli, mettendo a frutto il loro grande vantaggio di essere già nativi digitali e quindi friendly rispetto alle nuove tecnologie. Fondamentale è poi il reskilling dei lavoratori maturi perché il lavoro oggi non è un qualcosa di acquisito a vita. Richiede una formazione professionale continua, verso competenze professionali ingegneri sempre più evolute che rispondano al meglio alle richieste del mercato e traguardino con ottimismo al futuro”.

In questo senso il Politecnico di Milano rappresenta un polo strategico per quanto riguarda la formazione professionale continua degli ingegneri. L’eccellenza dell’offerta formativa professionale e la qualità della ricerca lo collocano, secondo la prestigiosa classifica redatta da QS World University Rankings, tra le migliori Università nel mondo e può diventare davvero l’Ateneo di riferimento per i giovani di tutta Europa che vogliono trovare la propria realizzazione professionale all’interno dell’industria manifatturiera.

“Il nostro network di alumni “ sottolinea Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano “che è ormai una consolidata realtà ci induce a ritenere che la preparazione politecnica sia sempre più apprezzata dal mondo produttivo per le sue caratteristiche di progettualità, multidisciplinarietà e capacità di lettura delle esigenze emergenti. La formazione ingegneristica unita alle capacità manageriali imparate durante e dopo il corso di studi, anche grazie ai proficui rapporti di ricerca, dell’ateneo con le aziende contribuisce a rendere i nostri laureati top influencer nel mondo”

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.