I geometri italiani mettono in agenda per il 2017 la formazione professionale Bim

In attesa di uno standard d’indirizzo da parte degli enti normatori qual è la situazione reale dell’industria delle costruzioni italiana rispetto alle tecnologie e metodologie digitali, in particolare rispetto alla formazione professionale Bim?

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Qual è la situazione reale dell’industria delle costruzioni italiana rispetto alle tecnologie e metodologie digitali, in particolare rispetto alla formazione professionale Bim? A questa domanda ha dato risposta il primo Bim Report realizzato in Italia. Il Rapporto, curato da Anafyo, è stato presentato nel corso di una tavola rotonda organizzata dalla stessa Anafyo con il contributo di alcune importanti riviste del polo Edilizia Architettura Impianti del Gruppo Editoriale Tecniche Nuove, tavola rotonda a cui ha partecipato il Consigliere Nazionale CNGeGL Cesare Galbiati.

Il Report sulla diffusione del Building Information Modeling, è basato su un’analisi che ha coinvolto circa 450 appalti prodotti nel 2015, sia in ambito civile sia in ambito infrastrutturale. L’importo medio relativo ai progetti presi in esame è stato di 76 milioni di euro con picchi sopra i 120 milioni di euro per appalti in ambito ospedaliero. In assoluto l’appalto economicamente più oneroso preso in esame è stato di 152 milioni di euro, il più economico 7.5 milioni di euro.

L’analisi dei dati ha evidenziato come l’uso del Bim Building Information Modeling, anche in progetti pilota da parte di operatori alle prime armi senza la dovuta esperienza, abbia portato vantaggi economici direttamente proporzionali all’entità dell’opera portando a ritenere che, sulla scia di questi successi, in un prossimo futuro si assisterà a un incremento esponenziale degli appalti sviluppati dopo una formazione professionale Bim.

La geografia degli interventi vede l’80% dei progetti al nord e il sud completamente assente. Per quanto concerne la destinazione d’uso, il 60% del totale riguarda servizi di pubblica utilità; di questi il 35% riguarda servizi sanitari seguiti, con percentuali a scalare, da edifici pubblici e infrastrutture. Il restante 40% riguarda destinazioni d’uso private come uffici, residenze e terziario in generale.

Sotto il profilo economico i numeri risultano sensibilmente a favore dell’Edilizia Sanitaria che occupa quasi il 50% del totale, seguito dagli uffici 35%, e successivamente da spazi espositivi, residenze, scuole e terziario. I dati del primo quadrimestre 2016 stanno confermando il trend dell’anno precedente con alcune novità importanti.

Prima tra tutte, l’entrata in vigore del Nuovo Codice Appalti che ha aiutato molti bandi ad accelerare il percorso di pubblicazione, mentre le nuove direttive in vigore da fine aprile 2016 ci diranno se e come la formazione professionale Bim continuerà a diffondersi. Ci sono poi delle novità interessanti anche sul fronte del Lod. È stato pubblicato proprio in questo periodo il primo appalto pubblico che richiede direttamente un livello di dettaglio Lod 500 per la gestione degli asset.

Dalla tavola rotonda a commento dei dati è emerso con chiarezza che portare tutta la filiera delle costruzioni a lavorare secondo questo nuovo paradigma sarà impegnativo per tutto il sistema ma anche che se il processo avverrà con opportuna strategia potrà garantire lunga vita al sistema stesso portando nuove competenze e professionalità. Non sarà facile, e nemmeno veloce, poiché il mondo delle imprese, degli impiantisti e dei subappaltatori in genere, è oggi a un livello di conoscenza dell’argomento molto basso, per non dire inesistente.

Il Consigliere Nazionale Cesare Galbiati, più volte citato e intervenuto durante il dibattito generato dalla tavola rotonda di presentazione del Report, ha avuto modo di precisare l’azione e la visione che il Consiglio Nazionale dei Geometri sta avanzando ai diversi livelli di analisi e implementazione del Bim nel nostro Paese: commissioni parlamentari, comitato Uni, formazione professionale Bim continua, orientamento scolastico, ridefinizione delle competenze e delle figure professionali in ambiente digitale.

All’intervento del prof. Alberto Pavan (coordinatore del tavolo normativo Uni per la ri-scrittura della norma quadro di riferimento, Uni 11337) sulle figure professionali che l’adozione del Bim genererà “servirebbero molti bim coordinator e nessuno se ne è ancora accorto” il Consigliere Galbiati ha ribattuto: “… il progetto di legge 4030 messo in campo dal Consiglio Nazionale e che disciplina il percorso di laurea del geometra sarà certamente lo spazio d’azione privilegiato per formare il “geometra digitale” e garantire al mercato dell’industria delle costruzioni i Bim coordinator che occorreranno. La nostra attenzione va soprattutto ai giovani e intendiamo prepararli adeguatamente per svolgere tutti quei ruoli integrativi rispetto alle competenze tradizionali del geometra che l’implementazione delle procedure e della formazione professionale Bim imporrà al mercato. Il Building Information Modeling è anche l’occasione per tornare a dire che piccolo è bello. È infatti l’occasione per sviluppare un modello di business che non va necessariamente nella direzione del grande studio professionale ma che usa la leva della digitalizzazione per connettere persone e competenze individuali e diffuse sul territorio”.

Corsi Crediti Architetti
Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.