Fondi strutturali UE: positiva reazione da parte del relatore sulla semplificazione del Comitato europeo delle Regioni

Il Comitato europeo delle Regioni ha messo in luce le principali difficoltà incontrate dai beneficiari dei fondi strutturali Ue nell’utilizzo delle procedure di richiesta .

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Positiva reazione da parte del relatore sulla semplificazione del Comitato europeo delle Regioni, Petr Osvald, all’annuncio della Commissione europea di un processo di semplificazione delle procedure relative all’utilizzo dei fondi strutturali ue e di investimento europei. Molti beneficiari considerano infatti l’utilizzo dei fondi “rischioso”, sia perché subordinato al rapporto tra il proprio paese e la Commissione europea, sia perché spesso il sostegno economico viene ridotto in itinere a causa di errori trascurabili riscontrati nell’attuazione o di modifiche apportate al progetto originale.

Il processo di semplificazione delle procedure relative all’utilizzo dei fondi strutturali ue dovrebbe quindi conciliare la riduzione della burocrazia e degli oneri amministrativi e le misure contro la corruzione, che rendono il sistema molto complesso e istituisce modelli rigidi che spesso scoraggiano i beneficiari a presentare progetti innovativi.

Secondo il relatore sulla semplificazione delle procedure relative all’utilizzo dei fondi strutturali europei, relativamente al settore degli appalti pubblici che attingono a fondi strutturali europei, dovrebbero essere stabilite regole chiare a livello europeo, che prevalgano sulla legislazione nazionale.

Inoltre dovrebbe esserci un maggiore coordinamento tra il Fondo europeo di sviluppo regionale e il fondo sociale europeo, in modo da sfruttare a pieno le potenziale sinergie tra i due fondi a livello della gestione sia di programmi che di progetti.

La posizione del Comitato delle regioni, inoltre, sostiene l’adozione di metodologie di revisione che siano coerenti a livello nazionale ed europeo e un sistema di monitoraggio unico, disponibile anche durante l’attuazione del progetto, in modo da guidare il beneficiario e permettergli di apportare fin dall’inizio eventuali correzioni.

Fondi strutturali UE: 454 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 dedicati ad aziende e liberi professionisti

Con un bilancio di 454 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, i Fondi strutturali UE e di investimento (fondi ESI) sono lo strumento principale della politica degli investimenti dell’Unione europea.

Entro il 2023, i fondi strutturali metteranno a disposizione una massa critica di investimenti nei principali settori prioritari dell’UE, per rispondere alle esigenze dell’economia reale favorendo la creazione di posti di lavoro e riportando l’economia europea a crescere in modo sostenibile.

I paesi della UE pertanto si impegnano a: sostenere oltre 2 milioni di imprese attraverso i fondi ue per incrementarne la competitività, sviluppare prodotti, trovare nuovi mercati e creare nuovi posti di lavoro; effettuare investimenti nelle infrastrutture in settori come la banda larga, le TI e telecomunicazioni, e l’approvvigionamento idrico. Ciò aiuterà i paesi dell’UE, soprattutto quelli meno sviluppati , a migliorare le condizioni di vita dei cittadini e a rendere il loro contesto imprenditoriale più competitivo; utilizzare i fondi per investire nelle competenze e nell’adattabilità della forza lavoro europea, offrendo a decine di milioni di persone, compresi i giovani, i rifugiati e gli immigrati legali, l’opportunità di formarsi, riqualificarsi o avviare nuove imprese.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.