Fondi europei 2016, per i liberi professionisti in arrivo 3 miliardi

Dal seminario di Frascati la mappatura dei programmi operativi regionali sui fondi europei 2016: massima attenzione ai bandi e sviluppare capacità progettuale

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Con il varo del Por Fesr della Calabria si è completato il mosaico della ripartizione delle risorse a valere sui Fondi europei 2016 per lo sviluppo regionale (Fesr) su tutto il territorio italiano. Complessivamente, oltre 24 miliardi di euro di finanziamento alle Regioni, che hanno già definito gli assi d’intervento prioritari e gli obiettivi tematici. Si va dalla Ricerca & Innovazione alle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dalla competitività delle Pmi alla Tutela dell’ambiente fino all’istruzione e formazione professionale.

E una fetta sostanziosa di fondi europei 2016 potrebbe anche riguardare i liberi professionisti tecnici, come ci ha ricordato Sergio Maset, direttore di Idea Tolomeo, società che opera nel campo della ricerca sociale ed economica e fornisce consulenza ad aziende, associazioni, istituzioni ed enti locali.

La Legge di Stabilità 2016 ha previsto, infatti, che i piani operativi Por e Pon del Fondo sociale europeo (Fse) e del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), rientranti nella programmazione dei fondi strutturali europei 2014-2020, si debbano intendere come estesi anche ai liberi professionisti (libero accesso quindi per architetti, geometri, ingegneri, periti edili … ), in quanto equiparati alle piccole e medie imprese come esercenti attività economica.

Difficile calcolare la quota di fondi strutturali europei che potrebbe interessare il mondo delle professioni, ma non impossibile. “Voglio essere provocatorio” ha affermato Sergio Maset, direttore di Idea Tolomeo “Se le stime ci dicono che il sistema dei professionisti contribuisce al 12,5% del Pil, allora potremmo prendere questo come target di riferimento e azzardare la stessa percentuale nell’ambito dei fondi strutturali europei”.

Fatti due calcoli, secondo le stime di Idea Tolomeo, nell’ambito dei fondi europei 2016 la quota in capo ai professionisti e lavoratori autonomi si aggira intorno ai 3 miliardi di euro.

Quella che si apre è quindi una nuova era della cuccagna? Un periodo in cui riprenderanno a piovere finanziamenti sul territorio “come se non esistesse un domani”?

 “I fondi strutturali Europei non sono un bancomat”, spiega Maset “e richiedono una profonda capacità di progettazione e di valutazione dei rischi. Bisogna pensare come imprese all’interno di un sistema che deve crescere in competitività”.  Ma su questo terreno i professionisti sono all’anno zero. “ I professionisti italiani per la prima volta sono riusciti ad essere ammessi ad accedere ai fondi strutturali europei, la difficoltà principale adesso è capire come accedere concretamente ai bandi delle Regioni”.

“La programmazione 2014-2020, in cui rientrano i fondi europei 2016, è già nella fase operativa” ha commenta poi il direttore di Idea Tolomeo “e dunque non c’è un minuto da perdere. Bisogna intervenire a livello di sistema per essere incisivi nella fase istruttoria dei bandi, individuando le linee e i contenuti che possano riguardare anche i professionisti; quindi, a valle, occorre farsi trovare pronti sulla progettualità dell’intervento che si vuole finanziare”.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.