Professione Energy Manager. Cosa fa l’Energy Manager aziendale?

Finalmente anche in Italia riconosciuta la figura dell'Energy Manager

Corso Energy Manager

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La professione dell’Energy Manager nasce all’interno del mondo anglosassone ai tempi della prima crisi petrolifera del 1973.

Il problema energetico scaturito da una interruzione del flusso petrolifero dai pesi dell’OPEC  verso il resto del mondo e da un successivo e brusco rialzo del prezzo del greggio. Queste concause spinsero i paesi anglosassoni ad affidare ad un Energy Manager l’incarico di monitorare e decidere riguardo le questioni energetiche di enti privati e pubblico. Fu una vera e propria rivoluzioni concettuale che generò con il passare degli anni una vera è propria professione.

In Europa Occidentale la crisi energetica del 1973 portò, anche su spinta dei nuovi professionisti dell’energia, alla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento, che diede risultati positivi. Ci fu poi un forte interesse verso nuove fonti di energia, alternative al petrolio, come il gas naturale e l’energia atomica per cercare di limitare l’uso del greggio e quindi anche la dipendenza energetica dai Paesi detentori del greggio.

L’evoluzione del mercato energetico, non più monotematico e mono-direzionale ha evidenziato la crescente importanza dell’Energy Manager. I professionisti con questa qualifica assumono sempre di più una posizione di “consulenza” interna alla struttura.

In Italia invece, 49esima in classifica mondiale per lo sfruttamento energetico consapevole, la figura dell’Energy Manager non è mai stata riconosciuta nella sua interezza. Il piano nazionale per incrementare l’efficienza energetica, approdato in questi ultimissimi mesi in parlamento è ancora distante dal trovare una definitiva applicazione pratica su tutto il territorio.

Eppure il settore energetico è uno dei settori produttivi più importanti a livello nazionale, con un giro d’affari, in crescita, attorno al 20% del PIL e quasi mezzo milione di posti di lavoro creati. Renderlo più efficiente dal punto di vista economico diminuendo i costi dell’energia per il Paese richiederà, ad esempio, di intervenire sul mix energetico riducendo la dipendenza dalle fonti non rinnovabili che, negli ultimi vent’anni, è già costata all’Italia 45 miliardi di euro in più. Non affrontare la questione energetica nazionale potrebbe portare a un ulteriore aumento della fattura nazionale dell’import nei prossimi vent’anni, con un impatto molto negativo sulla crescita del Paese e la competitività delle imprese.

Oggi comunque,  in Italia, con il termine Energy Manager, ci si riferisce ad un tecnico che si occupa della conservazione e dell’uso razionale dell’energia.

La figura introdotta dalla legge 10/91 per promuovere il controllo dei consumi e la diffusione di buone pratiche di efficienza energetica conta oggi nel bel paese  2736 professionisti certificati, ma per una pubblica amministrazione che utilizza questa figura , ben dieci invece non considerano il problema. Il tema dell’efficienza energetica, oggi trascurato o per meglio dire sottovalutato, è il filone più importante sul quale si muoveranno investimenti e opere nei prossimi anni. Per il Centro Studi di Confindustria, il settore dell’efficienza energetica è destinato a deflagrare nei prossimi anni, rivoluzionando l’intero sistema industriale italiano.

Ma come si diventa Energy Manager?

Per diventarlo, non esistono percorsi specifici a livello universitario, ma sul panorama italiano esistono corsi di alta formazione professionale istituiti e gestiti presso istituti o enti altamente qualificanti.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.