Decreto correttivo nuovo codice contratti pubblici, per il CNI si rischia un pericoloso ritorno al passato

Il Consiglio di Stato ha diramato il suo parere sul decreto correttivo del nuovo Codice dei contratti pubblici che dovrà essere approvato entro il 19 aprile prossimo

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“Da tempo stiamo denunciando il rischio di un pericoloso ritorno al passato” ha dichiarato ai nostri web reporter Armando Zambrano, Presidente del CnI “Il parere espresso dal Consiglio di Stato sullo schema di decreto correttivo trasmesso dal Governo rischia di mettere in crisi uno degli elementi fondanti del nuovo Codice dei contratti pubblici e cioè la centralità del Progetto nella realizzazione delle opere pubbliche”

Parole forti e cariche di preoccupazione quelle che i nostri web reporter hanno carpito dalla bocca del Presidente del CNI Armando Zambrano

“A questo punto, ci auguriamo che in fase di approvazione del Correttivo possa prevalere il buon senso e non sia reso vano l’ottimo lavoro sin qui svolto per definire un nuovo Codice dei contratti pubblici finalmente in grado di soddisfare le esigenze del Paese”.

Le ragioni del CNI sono illustrate in dettaglio da Michele Lapenna, Consigliere Tesoriere e delegato ai Lavori Pubblici.

“Non condividiamo” ha invece affermato da Michele Lapenna, Consigliere Tesoriere e delegato ai Lavori Pubblici” quanto riportato dal Consiglio di Stato a proposito delle modifiche apportate dal decreto correttivo all’articolo 24 del nuovo Codice dei contratti pubblici, in particolare per quanto riguarda la riproposizione della priorità della progettazione interna alle stazioni appaltanti. Questa posizione è in contrasto con la legge delega che, superando quanto previsto dalla precedente normativa, tende a ridefinire il ruolo dei tecnici della PA all’interno del processo di realizzazione delle opere pubbliche in termini di controllo dalla fase di programmazione a quella di esecuzione.”

Il CNI, infine, si dichiara fortemente critico rispetto a quanto si afferma nel parere del Consiglio di Stato circa l’obbligatorietà della base d’asta calcolata con il Decreto Parametri. Il parere ricorre nuovamente nell’errore di considerare la base d’asta come una tariffa inderogabile, mentre si tratta della determinazione di un corrispettivo sottoposto a gara. La base d’asta, inoltre, è il riferimento essenziale per la determinazione della procedura di gara da porre in essere e dunque rappresenta un elemento oggettivo di garanzia e trasparenza, come ribadito più volte e ripetutamente dall’ANAC.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.