Crollo del Palazzo a Roma. Confedertecnica: “Basta Improvvisazioni da parte degli addetti ai lavori”

Crollo del palazzo a Roma: pare sempre più certo che le causa possano essere i lavori edili in due piani diversi sottostanti a quelli crollati

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Sono in corso di accertamento le cause che hanno scatenato il crollo del palazzo a Roma, ma pare sempre più certo che la causa possano essere i lavori edili in due piani diversi sottostanti a quelli crollati

“ Se ciò fosse confermato” afferma confedertecnica “quello che ci si dovrebbe chiedere è se fossero lavori regolarmente denunciati e asseverati da un tecnico abilitato. Diversamente” prosegue la sigla che rappresenta i professionisti tecnici “ci troveremmo di fronte all’ennesima complicazione derivante dalla liberalizzazione selvaggia dei lavori edili all’interno degli edifici esistenti dove, in mancanza di controlli e di tecnici responsabili, ciascuno si sente libero di agire a proprio piacimento in assoluta carenza di competenze tecniche”.

“Il crollo del palazzo a Roma è una sfiorata tragedia “recita ancora la dichiarazione di Confedertecnica” una tragedia che solo per puro caso non ha assunto connotati ancora più tristi. Ma da questa tragedia si potrebbero finalmente aprire gli occhi su una cattiva abitudine diffusa, quella di affidare lavori edili a ditte senza reali competenze, senza certificazioni e dove la logica del risparmio e una certa dose di incoscienza determinano situazioni come quella che si è verificata”

“Ricordiamo” conclude Confedertecnica “a tutti i proprietari di immobili che realizzano opere di ristrutturazione che è assolutamente obbligatorio ricorrere alle prestazioni di professionisti tecnici abilitati. Chi decide di ristrutturare, d’altronde, non ha nello Stato un buon esempio: sottolineiamo agli amministratori pubblici che il dovere di mantenere in essere una manutenzione efficiente è oggi l’obbligo più largamente disatteso nel Paese: si pensi a quanti solai cedono ogni settimana nelle scuole pubbliche italiane, un dato che non ha eguali nel mondo occidentale”.

Intanto, l’amministratore di condominio Vincenzo Marcialis ha dichiarato alla telecamere che da giorni assediano la zona del lungotevere Flaminio che la commissione interessata a fare luce sul crollo del palazzo a Roma “ci ha detto che è tutto nelle nostre mani, che noi dobbiamo nominare un tecnico e che è sempre nostra responsabilità mettere in sicurezza il palazzo. Il civico 70 è completamente inagibile, mentre per quanto riguarda il civico 15 gli appartamenti inagibili sono 3″.

Costi che difficilmente potranno essere sostenuti senza un intervento pubblico e che, la paura è questa, si prolungheranno per diverso tempo, con pesanti ricadute anche sulla circolazione stradale nella zona interessata dal crollo del palazzo a Roma.

Il Crollo del Palazzo a Roma ha riportato sotto le luci della cronaca lo stato dell’edilizia abitativa italiana, è il quadro che emerge dal censimento del patrimonio abitativo del bel paese, ci dice che ben  2.051.808 abitazioni sono potenzialmente pericolose. Un Paese, quello descritto dal censimento, in cui l’invecchiamento progressivo degli immobili e la loro scarsa manutenzione, unito ad interventi spesso fatti in economia, mettono a rischio la stabilità di tanti edifici e la vita di decine, se non centinaia, di persone.

Una situazione allarmistica, al limite dello scandalo vociferano alcuni ordini professionali, che ha fatto si che diverse organizzazioni di categoria, tra cui la stessa Confedertecnica, abbiano avanzata al Ministero dello Sviluppo Economico la richiesta di convocare al più presto un tavolo per l’emergenza manutentiva degli immobili.

Una tavola rotonda che consenta alle reti di professionisti tecnici di predisporre controlli a tappeto sulla stabilità degli edifici tesi a realizzare una mappatura aggiornata degli stabili a maggior rischio. Il timore di nuovi crolli riguarda spesso edifici pubblici, in primis le scuole, ma anche gli appartamenti che subiscono ristrutturazioni improprie, a discapito della stabilità strutturale. E’ una condizione che interessa da vicino soprattutto i centri storici delle grandi città italiane, e Roma per prima.

Non a caso durante queste giornate cruciali per il Giubileo, e nella settimana in cui Roma si candida alle Olimpiadi 2024, il Lungotevere Flaminio ( luogo del crollo del palazzo a Roma ndr ), a poca distanza da San Pietro e dallo Stadio Olimipico, sia diventato il desolante simbolo dell’incuria della capitale italiana.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.