Metri quadrati in visura catastale: i consigli dell’Agenzia delle Entrate

Metri quadrati in visura catastale, cosa cambia? L’Agenzia delle Entrate rende disponibile nella visura catastale l’identificazione della superficie

Corso Docfa

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Dalla data del 9 novembre 2015 l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile la consultazione dei metri quadrati in visura catastale.

Il dato della superficie catastale si aggiunge cosi agli identificativi già presenti sulla stessa visura catastale (Comune, Sezione urbana, numero di foglio, numero di particella, numero di subalterno ndr ) e ai dati di classamento (zona censuaria, categoria catastale, classe, consistenza, rendita catastale ndr).

I metri quadrati in visura catastale sono disponibili per circa 57 milioni di unità immobiliari censite nelle categorie dei gruppi “A”, “B”, “C” per le quali sia presente la planimetria catastale.

Quali sono le categorie catastali per le quali è stato previsto l’inserimento dei metri quadrati in visura catastale?

Come già sottolineato, la novità riguarda immobile di tutte le categorie. Nel dettaglio i metri quadrati in visura catastale riguardano:

  • Gruppo A: A/1 Abitazioni di tipo signorile A/2 Abitazioni di tipo civile A/3 Abitazioni di tipo economico A/4 Abitazioni di tipo popolare A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare A/6 Abitazioni di tipo rurale A/7 Abitazioni in villini A/8 Abitazioni in ville A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici A/10 Uffici e studi privati A/11 Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi (per quanto riguarda le categorie del “gruppo A” si precisa che la presenza dell’identificativo della superficie catastale non avrà effetti sull’attuale rendita catastale in quanto ad oggi essa viene calcolata sulla base del numero di vani presenti nell’unità immobiliare. Tale metodo di calcolo resterà in vigore fino a quando non sarà attuata una definitiva riforma del Catasto la quale prevede il ricalcolo della rendita catastale sulla base della superficie catastale, anziché in base al numero dei vani catastali ndr )

  • Gruppo B: B/1 Collegi e convitti, educandati; ricoveri; orfanotrofi; ospizi; conventi; seminari; caserme B/2 Case di cura ed ospedali (senza fine di lucro) B/3 Prigioni e riformatori B/4 Uffici pubblici B/5 Scuole e laboratori scientifici B/6 Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie che non hanno sede in edifici della categoria A/9 B/7 Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico del culto B/8 Magazzini sotterranei per depositi di derrate

  • Gruppo C: C/1 Negozi e botteghe C/2 Magazzini e locali di deposito C/3 Laboratori per arti e mestieri C/4 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro) C/5 Stabilimenti balneari e di acque curative (senza fine di lucro) C/6 Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse (senza fine di lucro) C/7 Tettoie chiuse od aperte.

Cosa succede invece a quegli immobili che risultino privi di planimetria catastale?

In Italia sono ancora presenti diverse migliaia di immobili,  per lo più risalenti alla fase dell’impianto del Catasto edilizio urbano e che sono, per questo motivo, privi del dato relativo alla superficie. Per tutti questi immobili si potrà presentare una dichiarazione di aggiornamento catastale, con procedura Docfa, per l’inserimento in atti della planimetria catastale. Tale adempimento è, comunque, necessario, in quanto, in caso di vendita dell’immobile, il proprietario è tenuto ad attestare “la conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie catastali”, come previsto dall’art. 19, comma 14, del decreto legge n. 78 del 2010.

Metri quadrati in visura catastale: cosa fare se si rilevano errori e incongruenze sugli immobili di nostra pertinenza?

Il cittadino che esaminando le visyre catastali ravvisi una o più incongruenze in merito ai dati catastali può fare richiesta di correzione tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate mediante il servizio on-line “Contact center”. Il servizio è infatti stato creato allo scopo di favorire la correzione degli errori presenti nelle banche dati catastali, e migliorare così le banche dati immobiliari.

Per la verifica dei dati e delle superfici catastali è comunque sempre consigliabile rivolgersi ad un tecnico abilitato. Figure professionali come Geometri, Ingegneri e Architetti infatti, attraverso appositi programmi ministeriali, possono infatti procedere all’analisi delle superfici e al ri – conteggio dei vani catastali.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.