Dissesto idrogeologico in Italia: pubblicate sul sito di Italia Sicura le linee guida per il contrasto del rischio idrogeologico

Come combattere il dissesto idrogeologico in Italia? Pubblicate sul sito di Italia Sicura le Linee Guida attinenti alla progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico

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Il Dissesto idrogeologico in Italia è annualmente causa diretta e indiretta di numerose tragedie, drammi economici e sociali che il bel paese si trova oggi ad affrontare, a causa di anni e decenni di quasi totale disinteresse. Da martedi 8 Giugno, sul sito telematico di Italia-Sicura risultano pubblicate per la consultazione al pubblico le Linee Guida attinenti alla progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico, nel prossimo mese di Luglio sarà pubblicata la versione definitiva.

Il documento che mira a combattere il dissesto idrogeologico è stato redatto imprimendo un approccio metodologico e di approfondimento sui dissesti idrogeologici del territorio italiani. Gli interventi su cui operare, spiega il testo, dovranno rispettare i principi di valutazione e gestione che sono contenuti nella Direttiva Alluvioni (2007/60/CE) e il corrispettivo quadro di pianificazione dei lavori nonché i benefici rapportati ai costi delle opere.  Inoltre, viene specificato, le Linee Guida sono organizzate per aree tematiche di riferimento e l’indice di rilevanza nonché le interventi da realizzare e le valutazione e gestione del rischio e le analisi dei costi/benefici. 

Viene poi ribadito che devono essere ottemperate delle specifiche valutazioni di carattere idrologico-idraulico fluviale e le analisi specifiche di intervento attinente alla “morfodinamica fluviale e costiera, sull’ecosistema fluviale, ripario e costiero e sulla chimica delle acque, degli effetti sociali ed economici dell’intervento e considerazioni relative alla resilienza dell’intervento, anche nei confronti di scenari di cambiamento climatico” .

Si ricorda che lo scorso 2 Marzo,  è stato pubblicato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), il rapporto per il 2015 sul “Dissesto idrologico in Italia: pericolosità e indicatori a rischio”.

Come già evidenziato più volte sono ben 7.145 i Comuni, di cui sette Regioni, totalmente a rischio frane o alluvione , sette milioni gli italiani che vivono presso questi territori (totalmente 9 milioni vive in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata) ovvero il 12% del totale, 6 milioni vivono in zone ad alto rischio di alluvione. Le Regioni con la percentuale più alta di rischio frane sono la Campania, la Toscana, la Liguria e l’Emilia-Romagna di contro, le Regioni con più rischio alluvione sono l’Emilia Romagna, il Veneto, la Liguria, la Lombardia, la Toscana. La relazione, mette in luce che sono 7.145 i Comuni a rischio frane/alluvioni ovvero l’88,3% del territorio Nazionale. Di questi enti, viene specificato, 1.640 hanno aree territoriali a grande rischio frane e 1607  pericolosità idraulica.

Le Regioni con la percentuale massima di Comuni a rischio idrologico sono: la Valle D’Aosta,la Liguria, l’Emilia Romagna, la Toscana, le Marche, il Molise e la Basilicata. Mentre la Calabria, l’Abruzzo, il Piemonte, la Sicilia, la Campania, la Puglia e la Provincia di Trento, i Comuni investiti di pericolosità superiore al 90%. Viene inoltre specificato che sono, 51 le province con il 100% dei Comuni a rischio per frane e inondazioni.

Viene altresì evidenziato un dato forse ancora più allarmante. Sono ben 576.535mila le aziende impreparate in caso di inondazione per un numero di addetti che va oltre i due milioni con Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Liguria e Lombardia le Regioni con il numero più elevato di imprese presenti sui territori a rischio. Altresì sono 80mila le imprese che persistono su territori esposti a rischio frana elevata o molto elevata per un totale che va oltre i 200mila addetti con Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte i territori con il più elevato numero di aziende a rischio.

I dati diffusi dall’Ispra evidenziano in conclusione come anche i beni culturali risultino essere a fortissimo rischio. In Italia sono 34.651, ovvero il 18,1% del Patrimonio totale e 10mila di quest’ultimi rientrano in una pericolosità elevata/molto elevata. Viene specificato, infine, che sono 29mila i monumenti a forte rischio alluvionale e 40mila i siti, in generale, sensibili ad eventuali pericoli intensi. Le Regioni con la percentuale con più ad alto rischio di intacco ai Beni culturali italiani sono l’Emilia Romagna, il Veneto, la Toscana e la Liguria.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.