La gerarchia dei colori degli elmetti di protezione nei luoghi di lavoro

Colori degli elmetti di protezione: è il datore di lavoro a stabilire che tipo di colore deve avere il casco, in riferimento sia alle singole posizioni funzionali dei propri dipendenti, sia al luogo dove operano

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Gentilissima Redazione di Unione Professionisti, scusate la domanda, ma … potrebbe spiegarci la reale natura e destinazione dei colori degli elmetti di protezione; i diversi colore differenziano i ruoli ? Oppure servono per specificare le mansioni ?

La domanda ci è stata posta alcuni giorni fa da un nostro assiduo lettore. Una domanda apparentemente banale che però, ha suscitato anche la nostra di curiosità. Una domanda a cui abbiamo cercato di dare risposta e grazie alla quale proviamo a suggerire alcune indicazioni pratiche per dirimere la questione dei colori degli elmetti di protezione.

Basta una semplice indagine, per scoprire che la reale natura e destinazione dei colori degli elmetti di protezione nei cantieri edili può essere individuata all’interno del dettato normativo previsto dal D.Lgs 81/08. L’articolo 18 comma 1, lettera d), D.Lgs 81/08 e s.m.i. sancisce infatti che, il datore di lavoro deve ”fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente”.

Un dettato che però non stabilisce i colori degli elmetti di protezione da utilizzare per i DPI dispositivi di protezione individuale. Anzi, è la stessa legge, oltre che la consuetudine, a stabilire come per l’organizzazione interna della propria azienda, è lo stesso datore di lavoro a stabilire che tipo di colore deve avere il casco, in riferimento sia alle singole posizioni funzionali dei propri dipendenti, sia al luogo dove operano.

I lavoratori che operano nelle aziende agricole o all’interno di boscaglie, ovviamente, non indosseranno elmetti di protezione verdi, ne tanto-meno indosseranno degli indumenti da lavoro di colore verde. Questo per evitare che in caso di cadute o malore risultino difficili da individuare nel verde della boscaglia

Al di fuori dell’ambiente ristretto dei soli cantieri edili, è comunque presente un sistema di sicurezza, previsto dal decreto ministeriale 442 del 13 luglio 1990, sui colori degli elmetti di protezione da utilizzare per lavori sotto tensione effettuati su impianti elettrici alimentati frequenza industriale con tensione nominale di esercizio compresa tra 1.000 e 30.000 Volts. Secondo questo regolamento si evince molto chiaramente come sui cantieri il personale si distingue per il seguente colore degli elmetti di protezione: Preposto ai lavori, CASCO ROSSO; Operatore abilitato, CASCO GIALLO; Personale ausiliario, CASCO BIANCO.

In ogni caso per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale della testa, le linee guida ci ricordano come nell’allegato VIII del D.Lgs. 81/2008 siano indicati alcuni criteri di sicurezza e prestazionali importanti nella scelta degli elmetti di protezione più idonei:

  • rischi meccanici da caduta di oggetti (capacità del dispositivo di ammortizzare gli urti, di resistere alla perforazione, di resistere agli impatti);

  • rischi da schiacciamento (resistenza laterale);

  • rischi elettrici (isolamento elettrico);

  • rischi termici da freddo – caldo (mantenimento della protezione in condizioni di bassa e alta temperatura);

  • rischi da spruzzi di metallo fuso (resistenza alla proiezione di metalli in fusione);

  • rischio da ridotta visibilità (colore riflettente o luminescente della segnaletica).

Sempre nell’allegato VIII del D.Lgs. 81/2008 inoltre sono indicati i rischi derivanti dall’utilizzo degli elmetti di protezione e i conseguenti fattori di cui tener conto nella scelta dei dispositivi di protezione individuale per la testa:

  • disagio, comfort inadeguato (criteri per la scelta: ergonomia, peso, intercapedine d’aria, adattamento alla testa, ventilazione);

  • infortuni e rischi per la salute per scarsa compatibilità, carenze d’igiene, scarsa stabilità ed eventuale contatto con le fiamme (criteri per la scelta: qualità dei materiali, facilità di manutenzione, adattamento alla testa, non infiammabilità, resistenza alle condizioni di utilizzo, conservazione per la durata di utilizzazione);

  • rischi derivanti da protezione inadeguata del dispositivo, ad esempio da scelta errata del DPI (appropriata scelta in relazione al tipo entità dei rischi e alle condizioni di lavoro, osservanza delle disposizioni fornite dal fabbricante e delle marcature del dispositivo);

  • rischi da uso scorretto del DPI (impiego appropriato del dispositivo ed osservanza delle istruzioni).

In conclusione ricordiamo che per evitare di utilizzare elmetti di protezione sporchi, logori e deteriorati, è necessario operare una buona manutenzione con controlli regolari, sostituzione a tempo debito e comunque non oltre la dat di scadenza presente sull’elmetto, e osservanza delle istruzioni del fabbricante.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.