Nuovo Codice degli Appalti 2016: per gli architetti un testo di legge con più ombre che luci

Il nuovo Codice degli Appalti 2016 disattende in modo clamoroso alcuni fondamentali principi della Legge delega nella quale erano confluite alcune proposte formulate dagli architetti italiani

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“Il nuovo Codice degli Appalti 2016 disattende in modo clamoroso alcuni fondamentali principi della Legge delega nella quale erano confluite alcune nostre importanti proposte” attacca senza mezzi termini il Consiglio  Nazionale degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori bocciando senza appello il recentissimo codice degli appalti 2016 pubblicato sul decreto legislativo 50/2016 lunedi 18 Aprile 2016 e già pienamente efficace.

“ Il testo pubblicato pochi giorni fa sulla ” puntano il dito i rappresentanti di categoria degli architetti italiani “disattende, soprattutto, uno dei cardini della riforma, quello della centralità del progetto e, conseguentemente, del concorso di architettura, relativamente al quale non ci sono strumenti per renderlo più credibile ed efficace. Se, da un lato, viene enunciata la necessità di porre il progetto al centro del processo di realizzazione dell’opera pubblica, dall’altro, il nuovo Codice degli appalti 2016 abolisce la disciplina speciale del D.Lgs. 163/2006, trattando i servizi di architettura alla stregua di quelli generici come, ad esempio, quelli di ristorazione.”

La bocciatura del CNAPPC arriva a incrinare l’aria di festa che il Governo si era impegnato a comunicare relativamente alla conclusione dei lavori del nuovo codice degli appalti 2016 . Un’aria di festa artefatta probabilmente, vista la dura presa di posizione degli architetti pubblicata mercoledi 20 Aprile sul loro sito web.

 “E’ inaccettabile” continua la nota stampa ufficiale del CNAPPC “poi, che il nuovo Codice degli appalti 2016 preveda che un progettista possa prestare gratuitamente servizi, a sua cura e spese a titolo di sponsorizzazione: si tratta di un incentivo a chiedere prestazioni gratuite che sviliscono la professione e che favoriscono percorsi poco trasparenti. Uno svilimento che trova applicazione nell’immorale iniziativa del comune di Catanzaro che, non più di un mese, ha indetto un Bando per il conferimento di incarichi professionali a titolo gratuito per la redazione del Piano Strutturale Comunale, dimostrando con ciò una assoluta noncuranza verso la qualità delle opere pubbliche che intende realizzare e, di conseguenza, verso i diritti dei cittadini”.

Critiche al testo definitivo del codice degli appalti 2016 che diventano man mano che si procede nella lettura della nota stampa sempre più sferzanti.

 “In  linea con gli orientamenti alla Legge delega, ci saremmo aspettati una maggiore concretezza”  sibilano dai corridoi dell’Ordine Nazionale degli Architetti. Dichiarazioni che fanno sorgere il sospetto che gli architetti e gli altri liberi professionisti ricompresi all’interno della Rete delle Professioni Tecniche  si sentano quantomeno presi in giro dal Governo.

“ Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale manca totalmente di concretezza anche per quanto riguarda la ridefinizione del ruolo del pubblico dipendente rispetto al libero professionista” afferma il CNAPPC “ l’obiettivo sarebbe dovuto essere quello di assegnare prioritariamente, al primo, le attività di programmazione e di verifica dell’intero processo di esecuzione di un opera pubblica (riconoscendogli gli incentivi del 2% a prescindere se esso sia un dirigente o un funzionario) ed, al secondo, la progettazione, la direzione ed il collaudo dei lavori. Ciò per interrompere una tendenza che porta sempre più spesso a sovrapporre l’affidamento della progettazione, della direzione dei lavori e del collaudo a dipendenti della stessa stazione appaltante o, addirittura, una inversione dei ruoli con l’affidamento della progettazione all’interno della pubblica amministrazione e le verifiche a liberi professionisti.”

Ombre scure a cui si deve necessariamente sommare anche il fatto che il Governo non abbia recepito l’obbligo di applicare il cosiddetto Decreto parametri a garanzia di una corretta stima dei corrispettivi per le gare di progettazione e di servizi di architettura e ingegneria. Il rischio a questo punto è che venga sottostimato l’importo posto a base di gara; che le stazioni appaltanti, oltre a mortificare le prestazioni, possano ricorrere a procedure di affidamento errate quali, ad esempio l’affidamento diretto anziché la procedura negoziata o l’asta pubblica, violando i più elementari principi di trasparenza.

Un codice degli appalti 2016 totalmente da buttare quindi?

Non completamente. Anche se nascoste tra le pieghe il CNAPPC individua alcuni elementi di positività. Primo tra tutti il ruolo dell’ANAC, fondamentale per garantire trasparenza al settore dei Lavori Pubblici,” a patto però” sottolinea la nota stampa a firma del cnappc “che l’Autorità venga dotata delle risorse e degli strumenti per assolvere a compiti così importanti.

Certamente apprezzabile è anche la limitazione dell’appalto integrato e l’abbandono  quasi integrale degli affidamenti con il criterio del prezzo più basso anche se, va rilevato che il nuovo Codice degli appalti 2016 consente una discrezionalità eccessiva delle stazioni appaltanti che mal si coniuga con il principio della trasparenza. Positiva, secondo gli architetti, anche l’abolizione della cauzione provvisoria negli affidamenti di servizi di progettazione che elimina così un ulteriore balzello a carico dei professionisti, le cui attività progettuali sono già coperte da apposite polizze fideiussorie.

“Ci auguriamo” conclude il Consiglio Nazionale  guidato dal neo presidente Giuseppe Cappochin “che le criticità e le incongruenze segnalate vengano superate sia con il primo Decreto correttivo sia con le Linee guida che sostituiranno il vecchio regolamento. Come sempre gli architetti italiani sono pronti ad offrire il loro contributo propositivo”.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.