Le caratteristiche delle case in classe energetica C

I minimi normativi delle case in classe energetica C: le basi normative della nuova edilizia, tra verità e dubbi interpretativi.

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Oggi in Italia si stimano, su elaborazione incrociata di dati Enea, Istat e Cresme, circa 30 milioni di case, delle quali solo la punta dell’iceberg, dal 2 al 5% a seconda delle rilevazioni, si trovano in una classe energetica da ottima a sufficiente (A, B, C).

Oltre il 55% del patrimonio edilizio italiano invece, circa 17 milioni di edifici, sono stati costruiti prima del 1971, quindi prima di ogni legislazione in materia di contenimento dei consumi energetici degli edifici, e ben 25 milioni invece, parliamo di circa l’85% del patrimonio edilizio esistente, è stato realizzato prima dell’entrata in vigore della Legge 10 del 1991. Edifici realizzati quindi senza alcun tipo di documentazione o criterio volto al contenimento dei consumi energetici.

Quella che traspare è una fotografia dai contorni quasi drammatici, una situazione dove l’impegno di soggetti pubblici e privati per favorire una progressiva riqualificazione energetica risulta quasi fondamentale.

Normative alla mano, esiste una classe energetica minima su cui basare il futuro dell’edilizia italiana?

La normativa di riferimento, in questo caso il decreto ministeriale del 26 giugno 2009, stabilisce per la classificazione della prestazione relativa al servizio di climatizzazione invernale, tenendo conto dell’evoluzione normativa che prevede nuovi requisiti minimi concernenti gli edifici di nuova costruzione a partire dal 1 gennaio 2008 e dal 1 gennaio 2010, il requisito minimo fissato a partire dal 2010 quale limite di separazione tra le classi C e D (soglia di riferimento legislativo).

Quindi nonostante sull’argomento le polemiche siano tante e diverse, per quanto riguarda le costruzioni esiste un limite minimo che prevede la realizzazione di case in classe energetica C

Quindi ricapitolando, le linee guida fissano per le case come minimo la classe energetica C, poi a questa classe corrisponderà un valore EPlimite differente da zona a zona e dal tipo di edificio.

Ad esempio due edifici adiacenti ma di rapporto di forma differenti dovranno rispettare valori di EPlimite differenti ma corrispondenti in ogni caso alla classe C, e allo stesso modo due edifici identici nel rapporto di forma ma ubicati uno a Roma ed uno a Venezia dovranno rispettare anch’essi EPlimite differenti ma corrispondenti sempre alla classe energetica C.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.