Il ruolo professionale di ingegneri e architetti quando diventano Ausiliari Del Giudice

Gli Ausiliari Del Giudice sono figure professionali, previste dall’ ordinamento, dal quale il giudice può farsi assistere per il compimento di singoli atti o per tutto il processo.

Corso ctu consulente tecnico d’ufficio

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Il codice di procedura civile, agli articoli 61 e 68, disciplina l’attività del consulente definendo gli ausiliari del giudice quando si richiedono particolari cognizioni tecniche e non solo giuridiche. Presso i tribunali è istituito l’albo dei consulenti tecnici in materia civile e quello dei periti in materia penale. Ai CTU ausiliari del giudice e ai periti spetta un compenso, a seguito dello svolgimento delle operazioni di consulenza e peritali. La liquidazione è effettuata con decreto di pagamento, motivato, del magistrato che procede.

A seguito della riforma del processo civile, i CTU altrimenti detti Ausiliari Del Giudice assumono un ruolo ancor di maggiore importanza, rispetto al periodo precedente, in quanto gli viene conferito potere di conciliazione. Inutile ribadire il peso della consulenza o della perizia del CTU che determina la sentenza del Giudice e deve contenere conoscenze giuridiche, normative, tecniche etc.

Eppure, allo stato attuale, al grande peso che la figura del CTU assume nel processo civile e penale non corrisponde un “giusto compenso”, cosi’ come stabilito all’art. 36 della nostra Costituzione, e secondo quanto previsto all’art.2 della legge 08 luglio 1980 n° 319. Il consulente d’ufficio d’ufficio, nell’esercizio della sua professione, applicando tutti i criteri di professionalità in qualità di esperto, è soggetto a notevoli oneri di carattere etico, civile e penale, poichè dalla propria relazione dipenderà la sentenza emessa.

Per tutte queste ragioni, oltre che per il semplice motivo che all’art 36 della costituzione italiana ben si delinea il principio cardine che lega il rapporto di lavoro con il compenso dello stesso, risulta evidente che il CTU, in riferimento all’attività svolta, alle responsabilità assunte in ragione di competenza, professionalità, etica e dedizione, messe a disposizione del giudice, debba essere compensato in maniera adeguata con un giusto ed equo compenso.

Attualmente, i tariffari che regolamentano la materia del compenso agli ausiliari del giudice ed ai periti, presentano diversi punti che andrebbero rivisti e corretti, in primis le tariffe a vacazione, del tutto anacronistiche, dal punto di vista dell’entità economica, che andrebbero opportunamente attualizzate.

Da adeguare anche le tabelle relative alle parcelle a percentuale relative alle stime immobiliari, che si fermano, oltretutto, ad un valore massimo della stima di €. 516.456,90.

Oltre alle problematiche inerenti l’entità del compenso, il CTU, molto spesso si trova a dover affrontare altre problematiche connesse alla liquidazione del compenso, accade ad esempio che il Giudice decida, “sua sponte” di adottare il compenso più basso nell’ambito della forbice proposta dalla legge oppure decida di tagliare compenso e spese, a volte anche quelle documentate, per non citare poi le tempistiche di liquidazione dei compensi

Ulteriore problematica introdotta dall’ultima riforma l’imposizione del pagamento del CTU estimatore, nelle procedure di esecuzione immobiliare, alla vendita dell’immobile oggetto di esecuzione immobiliare, con importo correlato al valore di vendita del bene, quando invece la stima è stata effettuata dal tecnico sul valore di mercato. A tal proposito si è espresso chiaramente anche il TAR di Vicenza che, con l’ordinanza 849/2016, solleva la questione di legittimità costituzionale dell’art. 161.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.