Architetto o Architetta? L’ordine degli architetti di Bergamo ha la risposta, primo caso in Italia di timbro al femminile

Sul termine Architetto o Architetta l'Accademia della Crusca aveva mostrato già la sua apertura: stavolta però si tratta di realtà.

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Ma sui timbri professionali si usa il termine architetto o architetta? La risposta era nell’aria da diversi anni, ancora di più dopo le aperture politically correct degli ultimi mesi e finalmente è stata ufficializzata negli scorsi giorni. L’ordine degli architetti di Bergamo ha deliberato a favore dell’uso del termine Architetta anche sul timbro professionale. Lo sdoganamento, che non mancherà di scatenare polemiche, battute e discussioni, è arrivato a seguito di una richiesta partita dall’architetta Silvia Vitali, sostenuta dalle colleghe Francesca Perani e Mariacristina Brembilla.

“Abbiamo voluto far emergere una figura professionale, solitamente nascosta nella grammatica” hanno dichiarato le tre professioniste al taccuino dell’edizione bergamasca del Corriere Della sera “La dicitura ‘architetta’” ha dichiarato Silvia Vitali “può creare una certa difficoltà all’inizio. Anche le donne stesse faticano a dirlo con naturalezza. Ma è una questione di cultura e di abitudine, come ci stiamo abituando alle parole ‘sindaca‘ e ‘assessora‘. È il primo caso in Italia e siamo le prime tre ad usarlo”.

“Chiamarsi architette” ha invece affermato Mariacristina Brembilla alla Corriere della Sera “può essere considerata come una provocazione certo, ma lo spirito dell’iniziativa è quello di fare cultura attraverso il linguaggio. Ad oggi, a Bergamo e in tutta Italia, poter parlare di architette aiuterà le nuove progettiste a riconoscersi in un ruolo ricoperto ma ancora poco rappresentato”.

Un atto importante quello dell’Ordine degli Architetti di Bergamo, evidenziato anche dall’Associazione Donne Architetto ADA, che arriva dopo che lo stesso Comune di Bergamo, lo scorso dicembre, aveva votato una delibera per la revisione dei termini da utilizzare nella modulistica, in modo da inserire anche il genere femminile nei nomi professionali.

Architetto o architetta: un uso non discriminante dei titoli professionali è un risultato importante

Per Francesca Perani invece “l’uso non discriminante dei titoli professionali in riferimento alle donne è un risultato importante dove l’appropriazione declinata di un appellativo, favorisce la consapevolezza di un mondo più equo e diversificato a favore delle nuove generazioni, troppo spesso la composizione di giurie o commissioni istituzionali non risulta equamente rappresentativa”.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.